Tuesday, May 31, 2011

L'AVVOCATO DEL LAVORO - SOLO IN OMAN

Cliente di Collega Americano: " D., non so cosa fare: un mio dipendente omanita non si presenta al lavoro da 21 giorni e abbiamo perso le sue tracce. Non risponde al telefono, ignora le e-mail."

Collega Americano: "Beh, a norma di legge, se un dipendente non si presenta al lavoro per 7 giorni consecutivi senza valida giustificazione, puoi licenziarlo. Fammi sapere se lo trovate."

Passano alcuni giorni.

Stesso cliente di Collega Americano: "Abbiamo trovato l'omanita imboscato."

Collega Americano: "Eccellente. Di grazia, che ragioni ha addotto per essere sparito senza preavviso per tipo tre settimane?"

Cliente: "DICE CHE ERA POSSEDUTO DA UNO SPIRITO MALIGNO* E HA DOVUTO SOTTOPORSI A UN ESORCISMO."

*Jinn

Sunday, May 22, 2011

NEW ENTRY

Ebbene si, le proteste in Oman non sono finite. Io non ne ho mai scritto - e continuo a non scriverne per scelta - ma leggo tutto quel che ne scrivono gli altri.

Ecco un interessante post in materia da un nuovo astro della blogosfera "Expat in Oman" che ho iniziato a seguire un paio di giorni fa (si, lo so, la mia produttivita' lavorativa e' sotto i minimi storici...)

http://thelinoleumsurfer.blogspot.com/2011/05/demonstrators-go-home-enemies-of.html

Se vi interessa l'argomento, per aggiornamenti in tempo reale, leggete Dhofari Gucci*. Per discussioni poco politically correct, Undercover Dragon su Muscat Confidential* (raccomandatissimo il recente post su Blackwater in UAE) e per la solita fuffa il mio blog che oggi piange un chirottero tragicamente deceduto.

*I links a Dhofari Gucci e Muscat Confidential li trovate nel riquadro a destra.

MOMENTO DI RIFLESSIONE

Fa caldo e ho la pigrite, quindi scrivo poco o nulla ma devo condividere con voi una piccola storia di amicizia che inizia nella piscina di un condominio di MQ venerdi 20 maggio.

Il mio ex vicino di casa M. avvista un animaletto allo stremo delle forze che, oppresso dai 47 gradi (umidi) del simpatico maggio omanita, cerca invano di abbeverarsi di acqua clorata a bordo vasca.

Fallito questo tentativo, la creatura si avvicina a zig-zag ad un albero e, mentre cerca di arrampicarsi lungo il tronco, perde i sensi e cade a terra. M. si precipita a soccorrerlo, lo raccoglie e lo porta in casa dove, al fresco dei condizionatori ormai perennemente accesi, lo alloggia in una scatola con generi di primo soccorso.

Fatto cio' mi invia un SMS.

Mi appassiono da subito alla storia del pipistrello svenuto. Seguono ore di gioia con il piccolo Silvio (nome simpaticissimo per un succhiasangue) che si rifocilla di frutta fresca sotto gli occhi amorevoli di papa' M. Nel frattempo nella scatola di Silvio prende forma un piccolo mondo: un'altalena, una serie di piattini di leccornie, un contagocce per fargli bere acqua e sali minerali, una vasta documentazione su vita, morte e miracoli dei Chirotteri.

Papa' M., nel frattanto, mi aggiorna a cadenza regolare sui progressi del suo pupillo.

Poi la catastrofe. Ieri pomeriggio alle 7, Silvio aveva appuntamento dal veterinario. M. per fare una sorpresa a Silvietto, torna a casa a pausa pranzo con una vasta selezione di frutta fresca, apre la scatola e scopre con orrore che il pipistrello Silvio e' spirato abbracciato alla sua mela.

Non sono nemmeno riuscita a conoscerlo.

R.I.P. Pet Vampire e un abbraccio a M.



Wednesday, May 11, 2011

GUEST POST DI ROSSELLA: DIMENTICATE KATE & WILLIAM (PARTE II)

Segue -


Cosí le ore sono passate. Nonostante l’assenza di vino e i tamburi che mi torturavano i timpani sono rimasta incantata e ipnotizzata per tutta la serata: fino all’1:30!

Ripensando all’evento ancora non sono riuscita a capire bene quando esattamente sia iniziato, perché a parte la grande entrata della sposa alle 24:20 (si avete capito bene) non c’é stato un vero e proprio momento di svolta. Abbiamo mangiato dal buffet dopo aver cominciato con un miscuglio di mezze (tipico antipasto arabo di hummus e roba del genere) alternato a dolci (?) incluse delle palline fritte che mi hanno ricordato tanto le castagnole di carnevale.

Poi la musica si é fatta piú presistente. Molte donne sono rimaste nelle loro Abaya per tutta la serata altre hanno rimosso l’involucro nero per sfoggiare i vestiti piú sbalorditivi che abbia mai visto in vita mia. Borchie di strass, colori improbabili, tessuti di tutte le consistenze. Impossibile da descrivere e purtroppo impossibile da fotografare – ho provato a tenere il telefono in mano col video attivato – ma son finita col filmare il decolleté di Clare – non ho ancora sviluppato la disinvoltura dell’avvocato Z. in queste imprese proibite.

Insomma mi rendo conto che forse mi sto dilungando troppo ma piú scrivo e meno mi sembra di far giustizia a questo matrimonio stile sorellastre di cenerentola.

Tra le altre cose da enumerare rimangono:

- i balli: alcuni delle ospiti si sono cimentate nella danza del ventre tra i tavoli legandosi un foulard ai fianchi per evidenziare i movimenti sotto i loro abiti elaborati. Come ad uno strip club altre donne vi si raggruppavano attorno lanciando banconote da un Rial in testa alla danzatrice di turno (uh?). I soldi poi venivano raccolti da una delle intrattenitrici. Mistero da scoprire: dove finiscono o a chi vanno queste banconote?

- Cantante dal vivo (ma nascosto perche' uomo) al suono della cui voce hanno tutte esaltato come prese da un delirio. Credo fosse nascosto dietro al palco.

- Momento di frenesia con abaya che riappaiono improvvisamente, veli che vanno di nuovo a coprire capigliature-impalcatura e donne precedentemente in abiti osé improvvisamente coperte dalla testa ai piedi con occhi che scrutinano la stanza da una fessura del velo: l’arrivo dello sposo con un paio di accompagnatori del circolo familiare in tipica tenuta dish-dasha, mussar (il turbante) e khanjar sul fianco (coltello tradizionale omanita). Lo sposo si siede affianco alla sposa (penso sia stato lo sposo anche se a me sembrava il padre) e le invitate tutte invelate a turno si fanno le foto con la coppia prima di salutare e andarsene.

- Trucco da cinema / teatro come preferite. In alcuni casi ad accentuare tratti orientali di bellissime donne, in altri casi con risultati drammatici stile Michael-Jackson - adesso capisco perché hanno inventato il burka. Strategico.

Per tutta la serata continuavo a chidermi se non fossi in un sogno.

In ogni caso sia io che Clare abbiamo deliberato che questi eventi, nonostante l’assenza di uomini, debbano rappresentate un elevato potenziale per la ricerca di marito (o di moglie – dipende dalla prospettiva). Se si pensa infatti che la maggior parte dei matrimoni in questo angolo di mondo avvengono per mezzo di accordi familiari, é molto probabile che una delle mamme in sala sia alla ricerca della donna “giusta” per uno dei suoi figliuoli (o che stia osservando una possibile candidata).

Clare mi ha anche rivelato la storia di un amico in comune che le ha chiesto di scrutinare il potenziale da moglie a uno di questi matrimoni.

Non oso immaginare il livello di pettegolezzo che risulta da questi eventi. In alcuni casi mi sembrava di vederlo dipinto nelle smorfie sulle facce di alcune.

Che ve lo dico a fare. Per quanto ci sforziamo di capire, la cultura in cui viviamo qui é veramente rimossa dalle realtá a cui siamo abituati, peró poi ripensandoci bene su certe cose alla fine tutto il mondo é paese.


GUEST POST DI ROSSELLA: DIMENTICATE KATE & WILLIAM (PARTE I)

Se vi dovesse capitare d’essere invitati ad un matrimonio arabo, non fatevi sfuggire l’occasione.

Dopo quasi tre anni di permanenza nel Golfo questa occasione mi si e’ presentata al culmine della scorsa settimana, quando un’amica mi ha offerto di accompagnarla al matrimonio di una persona che nemmeno lei conosce: la sorella del marito del non so che di un’amica. Dettagli di poca importanza.

Avete mai sentito il detto Inglese “less is more” ad indicare semplicita’ e minimalismo?

(http://www.phrases.org.uk/meanings/226400.html)

ebbene in occasione di suddetto matrimonio ho coniato il mio aforismo per il mondo Arabo: “more is not enough” (magari qualcuno ci aveva giá pensato ma visto l’host del blog non mi preoccupo. Il mio avvocato sarebbe la prima a saperlo :-P).

Partiamo dall’invito: trattasi di una “mattonella” di velluto dalle modeste dimensioni di 25x35 cm (l’ho misurata) che si sfila da una custodia abbinata.

La mattonel, hem l’invito, anzi tutt’e due gli inviti, sono stati recapitati alla mia amica per mezzo di chaffeur di famiglia.

Il matrimonio o meglio la festa del matrimonio, perché in realtá non ho ancora ben capito come si svolga la cerimonia (ho sentito voci che il padre si rechi in moschea col futuro marito e un gruppo di testimoni – uomini - per firmare a nome della figlia - Rimando le ricerche a un successivo momento) si é svolta al prestigioso hotel Al Bustan Palace mercoledi scorso in una sala privata addobbata a dovere.

Ebbene nel caso non lo abbiate ancora sospettato questo tipo di cerimonie e festeggiamenti si svolgono rigorosamente separatamente per uomini e donne. (infatti non ho ben capito nemmeno se gli uomini festeggiano). Quindi alla “festicciola” dell’Al Bustan eravamo TUTTE donne – 500 invitate (credo), lo staff ammesso in sala, le camera-women con la loro attrezzatura da set televisivo e alcune agenti di polizia di cui che né io, né la mia amica abbiamo ben capito il motivo della presenza.

Il sospetto piú grande é che tra le invitate ci fosse qualche “cellula” della famiglia reale. Il tavolo a fianco al nostro sembrava particolarmente snob.

Primo dilemma prima della festa:

Io: “Ma Clare, che mi metto??”

Clare: (in inglese) “Niente di troppo semplice. Go over the top! La prima volta che sono stata invitata ad una festa di findanzamento ho messo un vestito semplice e l’amica araba mi ha chiesto se poteva mandarmi il suo sarto a casa per farmi fare il vestito per il matrimonio la settimana seguente. Hai presente la notte degli oscar in TV? Ecco come gli oscar ma di piú. Aggiungi oro, mischia stili, tessuti e gioielli e non avrai problemi”.

Vabbé!

Mi é venuto subito in mente un vestito tutto impaillettato comprato per il mio primo Crystal Ball nel 2008 (un evento annuale tipo serata oscar – uno dei tanti di Muscat) – usato solo per quell’occasione perché ovviamente non ci si puó presentare a due “serate oscar” con lo stesso vestito – soprattutto se si tratta di un’abito che passa inosservato e la stampa locale ti fa le foto.

Finalmente un’altra occasione per indossarlo; evento di donne in maggioranza arabe con vite totalmente parallele alla mia.

Unico problema: il vestito non é esattamente succinto. Spalle e ginocchia scoperte.

Io: “Clare ma siamo sicure? Insomma magari e' pieno di donne arabe conservative”.

Clare: “no figurati. Si scoprono tutte per queste occasioni. Non hai idea” (E' finita che a grande sorpresa di Clare c'era una grande percentuale di donne che hanno tenuto l'Abaya ma non importa).

Vabbé! Sempre meno convinta.

Arriviamo all’Al Bustan – mi sento l’unica cenerentola che si parcheggia la macchina da sola mentre la fila di chaffeurs in auto super lucidate attende il turno per sostare davanti all’entrata e scaricare il cargo di gioielli, vestiti da favola Disney, quintali di trucco, prole e governante filippina a seguito.

All’entrata, passata la security, ci ritroviamo davanti a un pannello di donne (presumibilmente famiglia della sposa e dello sposo) in fila a stringer mani (come alle feste dell’ambasciatore – tra l’altro ce n’é una la settimana prossima hihi). Ti salutano come se fossi una vecchia amica mentre io cerco di immaginare come avrei reagito se al mio matrimonio si fosse presentato un completo sconosciuto. L’unica che tiene le distanze e guarda in modo sospettoso é una signora anziana, vestita con un’abaya e velo arrotolato attorno al viso ma – fate attenzione – versione festa: tutto color carta da zucchero e argento! Deve essere la nonna fashion.

All’interno una marea di tavoli. Saltano agli occhi i centro tavola rappresentanti una palma dal fusto trasparente (plastica?) con fronde costituite da un alternarsi di piume di struzzo bianche e nere (non vere piume ma per rendervi l’idea.. magari erano degli spolverini che ne so. Poi non si sa mai, non le ho ispezionate da vicino effettivamante). Drappeggi bianchi coprono i muri. Il quarto lato dell’enorme stanza e’ occuapto da un altrettanto enorme palco, con chaise longue, sofa e cuscini tutti conformi al tema velluto bianco e nero – nemmeno tanto male. La parete di velluto nero del palco é coperta da centinaia di boccioli di orchidee (devo informarmi quanto costano qui – potrebbe essere un’idea per una festa a casa). Clare mi spiega che il palco é per la sposa, il cui ruolo per la serata sará di sedersi in bella vista mentre le invitate ballano, mangiano e si divertono.

Quasi dimenticavo: niente alcol!

La nostra entrata é con circa un’ora di ritardo sull’orario dell’invito (20:00). Siamo tra le prime ad arrivare... la sala si riempie lentamente tra le 21:30 e le 22:30 - alle 23:00 ci sono ancora persone che fanno la prima entrata - ci vuole tempo a prepararsi!

Dopo un pó di esitazione, non avendo trovato l’amica di Clare che ci ha invitate all’evento ci suggeriscono di sederci al tavolo con l’ambasciatrice della Germania.

Siamo in posizione strategica, tra il palco e l’entrata; é come essere in prima fila alla passarella di una sfilata di moda. Vediamo arrivare centinaia di donne in Abaya cosí elaborate che mi viene subito l’ispirazione di andarne a comprare una. La voglio anch’io l’Abaya con la fascia d’oro elaborata e sproporzionata che corre per tutta la lunghezza dell’orlo delle maniche, corpicapo e lungo la base. Che eleganza!

Arriva l’amica dell’ambasciatrice tedesca: una donna elegante, con un tailleur che se non fosse per il top paillettato nero sarebbe anche un pó troppo semplice per la serata. Dall’aspetto non mi sembra Omanita. Forse Libanese ma potrebbe anche essere Irachena. Non sono sicura. Ha un bel sorriso e sicuramente é una donna curata e possibilimente butolinata. Non ho potuto approfondire oltre uno scambio di sorrisi. La musica araba che accendevano a intervalli era talmente assordante che ho potuto parlare solo con Clare, seduta affianco a me (all’altro fianco un paio di ragazze giovani rigorosamente in abaya e abbastanza riservate – che sfiga). Il giorno dopo avevo anche un pó di mal di gola.

La cosa che mi ha colpito di piú della signora misteriosa al nostro tavolo era una parure di pietre verdi giganti con orecchini abbinati e quello che sospetto fossero diamanti incastonati a cornice intorno alle enormi pietre verdi. Sembrava rubato dalla collezione della Tower of London.

Lo voglio anch’io il gioiello da regina. Devo fare un discorsetto con S.

Tuesday, May 10, 2011

ANNUNCI

1. Ross mi ha inviato il suo fantastico reportage su un matromonio-omanita-superlusso. Sara' pubblicato oggi in due puntate.

2. Per i Residents: venerdi mattina al Grand Hyatt Ballroom, io e le solite sospette abbiamo affittato un banchetto per vendere la nostra paccottiglia usata. Libri, DVD, soprammobili di cattivo gusto, candele etc. Ottimi prezzi. Accorrete numerosi ad acquistare che abbiamo bisogno di soldi per gli spritz (vedi punto 3). Apprezzate inoltre la surreale stranezza di un mercatino delle pulci al Grand Hyatt. Ecco il volantino (brutto) dell'evento.


3. Ricevo stamattina una telefonata da OUA (il negozio di alcolici) -

"Madame Sandra, it's your Aperol!"

Ebbene si, dopo mesi di insistenze, io e Collega Americano ce l'abbiamo fatta a convincerli che iniziare ad importare Aperol era di importanza fondamentale. Sono orgogliosa di annunciare il successo della mia battaglia civile a favore di piu' spritz per tutti. Ora si necessita di cooperazione: accorrete numerosi all'OUA di Madina Qaboos a comprare Aperol. Se non vendono, non lo ri-ordinano quindi e' imperativo che ogni italiano con una coscienza civile si precipiti ad acquistarne una bottiglia.

4. Ringrazio C. e V. per la simpatica serata di ieri (questo segue SMS di ringraziamenti reciproci alle 2 di notte). RB infra-settimana e' sempre divertente.

Monday, May 9, 2011

ROSS

Colei che ultimamente e' una fonte continua ed inesauribile di interessanti notizie, promette da settimane di produrre un guest post. Aiutatemi a convincerla.

REVIEW (LIBRI, FILM, RADIO PER L'EXPAT ANNOIATO)

Nel Sultanato inizia a far caldo: superata la soglia psicologica dei 40 gradi si avvicina il tempo di rifugiarsi a portata di condizionatore. In caso di noia, ecco le mie piu' recenti scoperte.


Sto finendo di leggere "Operation Mincemeat" di Ben Macintyre, storia vera di spionaggio e controspionaggio ai tempi dello sbarco in Sicilia e di come gli inglesi turlupinarono i nazisti spiaggiando in Spagna il cadavere di un balordo travestito da ufficiale a cui avevano messo in tasca documenti riservati (ovviamente fasulli) sui piani di invasione alleati.

Un'eventuale traduzione in italiano del titolo credo sia una pessima idea. "Operazione Carne Trita" sembra una roba p0rno... Comunque consigliatissimo e libro del mese. Personaggio preferito: J. Pujol AKA Agente Garbo. Un genio assoluto. Leggetene qui (senza chiedere perche' mi aggiro sul sito Internet dell'MI5)

https://www.mi5.gov.uk/output/agent-garbo.html

In subordine, leggete "MiddleSex" di tale J. Eugenides. Comprato per caso a VR in marzo e' proprio un bel romanzo. Temi principali, emigranti greci, ermafroditismo, incesto e ancora emigranti greci (in stile Grosso Grasso Matromonio Greco). Credo che vinse un Pulitzer una decina d'anni fa a mia totale insaputa.



Per la sezione "Films", la settimana scorsa sono andata a ghiacciarmi il c_lo allo Shatti Cinema (un cinema cosi freddo che devi picconare il permafrost per trovare la poltrona). A parte la temperatura impossibile, mi lamento anche del 3D che e' cosa odiosa e del volume insensatamente alto. In sostanza, Thor allo Shatti Cinema e' il modo piu' semplice per aggiudicarsi, in sole 2 ore, polmonite, vertigini e sordita'.

A parte la labirintite e un principio di assideramento, il film e' carino. La ricostruzione di Asgard (mi scuso ma non ho le lettere scandinave coi pallini per scriverlo correttamente) e' figherrima e ho deciso che se mai diventero' ricca mi costruiro' una villa con un ponte levatoio fatto di fibre ottiche con, invece del portinaio, un guardiano di porta in armatura d'oro.

Inutile dire che il finale e' prevedibilissimo. Almeno secondo me. In realta' M. mentre vaticinavo gli sviluppi della storia mi ha chiesto tipo 3 volte "Ma come fai a saperlo? Ma l'hai gia' visto?". Boh...

Preoccupante che non mi sia piaciuto Thor che pure e' biondo e fisicato. Secondo me e' un problema di sopracciglia. Aspetto pareri a riguardo.

E ora, per finire, la scoperta del mese. Forse non tutti sanno che in Oman c'e' una nuova radio "inglese" su 104.8. Si chiama Merge e ha assunto, tra gli altri, un Brit che faceva il DJ negli Emirati. Beh, ve lo dico per dovere d'informazione ma a me non interessa perche', un paio di settimane fa, ho finalmente scoperto la stazione radio definitiva: Radio Sultanate of Oman su 90.4. I programmi sono uno piu' surreale dell'altro. Raccomando -

- il gioco a quiz della mattina (8-9?) in cui un anziano inglese col Queen's English fa domande a cui solo altri anziani inglesi sanno rispondere. Si vincono buoni-cena per vari ristoranti. Ho recentemente appreso che il "Garibaldi" e' un pesce (nonche' il pesce ufficiale dello Stato della California) e ho approfondito origine e significato delle espressioni "thorn in the flesh" (San Paolo/Corinzi) e "daft as a brush" (cretino come una spazzola...). Consigliatissimo.

- il fantastico notiziario delle 18.30 con sottofondo di musica sinfonica suonata male. Non c'e' descrizione che faccia onore a questo capolavoro. Ascoltatelo e capirete. Stellette a profusione!

- "Accadde Oggi" (credo si chiami "today in history"), subito dopo il radiogiornale, in cui una simpatica signora omanita che o non sa l'inglese o non sa leggere (o entrambe), cerca di elencare i fatti accaduti nello specifico giorno negli anni passati (ho spiegato malissimo ma spero sia chiaro). E' ai confini dell'incomprensibile e, dopo 3 minuti, ti fa venire voglia di suicidarti ma, una volta nella vita, va ascoltato.

Per finire, la storia di Radio Sultanate of Oman dal pregiato sito Internet stile "primi anni '90":

"Radio Sultanate of Oman began broadcasting on a 1KW transmitter on 30th July 1970, just one week after HM Sultan Qaboos bin Said came to power, from a small station at Bait al Falaj in Ruwi, near Muscat. In the following year, transmissions began from Salalah."

Se vi interessa, la trasmissione di uno spot pubblicitario di BEN DUE MINUTI in orario di massimo ascolto costa RO 105...

E ora a voi: avete letto qualche libro meritevole? Avete ascoltato la nuova radio? Volete venire allo Shatti Cinema a vedere Fast and Furious 5? (mi raccomando cappotto, sciarpa e cappello in lana)