Sunday, October 25, 2009

WAHIBA CHALLENGE




12 e 13 novembre, a quanto pare, si parte per la Wahiba Challenge, la grande gara nel deserto. Con l'incoscienza del dilettante e una cospicua scorta di prosecco (ho iniziato gli acquisti stasera), Chiara e io ci prepariamo a questa nuova e mirabolante avventura. Allego sopra la mappa del percorso della WC 2008...Rassicurante...

Metteremo in vendita gli ambitissimi biglietti per il "Blue and Silver Ball" a casa dell'Ambasciatore Inglese che si tiene il 12 sera e che eravamo miracolosamente riuscite ad aggiudicarci e via...di nuovo nel deserto...

Il regolamento della gara, la documentazione da presentare e i test preliminari rendono la partecipazione leggermente più macchinosa della costruzione di una bomba atomica ma non ci scoraggiamo.

Siamo state adottate dal team tutto al femminile delle WAHIBA DIVAS. Per qualche motivo mi ricorda Priscilla, Regina del Deserto. Incurante del fatto che rischiamo la vita, penso da ore a come vestirmi per l'occasione! Accetto consigli anche su questo. Vi ricordo che aspetto anche suggerimenti per il nome della barca. Volete assistermi in questo momento complesso per favore?

Per il resto studio per l'esame scritto del PADI (che rimando da 3 settimane...) e leggo manualetti di nautica. Per fortuna Alastair, l'avvocato scozzese cinico, oggi mi ha fornito un po' di vocabolario basilare (poppa, prua, babordo etc.) quindi progredisco rapida nell'apprendimento. Abbiamo discusso a lungo sul fatto che in italiano "poppa" è un simonimo di "tetta".

Sul fronte mondano segnalo la surreale serata Oktoberfest di mercoledì sulla terrazza del Grand Hyatt. Orchestrina bavarese importata per l'occasione, birra illimitata e porco a volontà. In Oman. Ho mangiato uno stinco...roba mai vista da queste parti! Meraviglioso.

Giovedì cena sociale della comunità belga sulla terrazza del Park Inn Hotel. Cozze o stufato, onnipresenti patatine fritte e alcolici ad libitum. Cosa sta succedendo nel tranquillo Sultanato? Ovunque vada, mi mettono su una terrazza e mi riempiono di bevande...

Saturday, October 24, 2009

MOBILIO




Ricorderete, spero, il salottino a tema calcistico e l'atroce divano d'argento. Oggi vi presento un pezzo di arredamento di indubbio interesse. Lo si vede in quasi tutti i ristoranti di fascia medio-bassa della zona MQ-Al Khuwair. I più pregevoli si segnalano alla Grill House (che, a dispetto del nome, NON fa grigliate) e al losco ristorante iraniano accanto alla moschea su Death Valley Road. Trattasi di una credenza sovrastata da un acquario lercio e pagodiforme abitato da un particolare tipo di pesci orribili. Perchè?


MI SONO FATTA UN REGALO



In società con due amici abbiamo comprato una barca (vedi foto). Ieri abbiamo ritirato le chiavi e ci siamo dedicati alla "scuola guida". Bello, bello. Restano un paio di questioni irrisolte.

Ad esempio il nome. Pare che cambiare nome alle barche porti male ma dove vado su un natante che si chiama "CAITLIN ANN (PLEASURE)"??? Si potrebbe, a quanto dicono gli esperti di superstizioni marinare, aggiungere un nome. Accetto suggerimenti. L'idea migliore, finora, viene da un genio assoluto che ha battezzato la sua barca "Bella Figa" (vista e fotografata da Rossella e Simon in Egitto).

Altra annosa vicenda sono i prestigiosi manualetti di scienza nautica forniti da Simon. Pubblicati dalla Royal Yacht Association (roba inglese molto posh), sono simpaticissimi e pieni di interessanti figure. Peccato che non ci capisca un c*zzo. Il mio gergo marinaresco inglese non è dei più ricchi come ho scoperto stasera mentre cercavo di studiare sorpassi e precedenze in mare tra imbarcazioni di vari tipi facendo il pedicure al beauty centre sotto casa. Mi sentivo un po' Fantozzi quando gli urlano "Cazza la randa!"

Tra l'altro qui la patente nautica non è necessaria e gli omaniti guidano in mare come per strada (cioè in modo scriteriato e pericolosisssimo). Vediamo un po' come va a finire...

Non dimenticatevi di darmi un idea per un nome decente da proporre al prossimo Consiglio d'Amministrazione dei comproprietari.

Wednesday, October 21, 2009

WAHIBA SANDS OVVERO LA SPEDIZIONE NEL DESERTO

Molti di voi hanno visto le foto su FB quindi non mi dilungo troppo sulla spedizione nel deserto. Volete provarci anche voi? Ecco le regole da seguire –

1. Passate almeno due serate in giro per quartieri improbabili a comprare attrezzature assortite (che poi non userete MAI perche’ quelle degli istruttori, ormai ribattezzati GURU, sono troppo piu’ fighe delle vostre).
2. Alzatevi alle 4:30 di mattina di giovedi’ e alle 5:00 radunatevi presso l’auto che avete noleggiato in fretta e furia tramite un amico perche’ il meccanico non vi ha restituito la Hummer per tempo. Caricate armi e bagagli.
3. Godete del motore 4500 (ovviamente benzina) del Landcruiser e percorrete l’autostrada costiera ad una velocita’ media di 180 km/h per giungere in tempo al luogo dell’appuntamento battendo ogni record di guida criminale (Shatti-Al Kamil via Sur: 2 ore e 5 minuti)
4. Giunti in loco sollazzatevi con le prove radio e l’inserimento delle coordinate nel GPS. Sghignazzate con aria di superiorita’ perche’ il luogo in cui di prevede di montare il campo la sera e’ a soli 33 km dalla partenza e avete tutto il giorno per arrivarci.
5. Partenza in gruppone di 25-30 macchine (credo), tappa sgonfiaggio gomme e via sulle dune.
6. Insabbiatevi varie volte e fatevi soccorrere da qualche strano figuro.
7. Nel frattanto impiantate varie volte la macchina di muso e di culo precipitando dalle dune in modo scoordinato. Danneggiate gravemente il paraurti anteriore e un paio di pezzi e pezzetti intorno al faro anteriore sinistro.
8. Distruggete anche il paraurti posteriore e stupitevi quando, dopo una successiva botta piu’ forte della prima, torna a posto da solo.
9. Guidate su e giu’ per le dune per 7 ore. Avrete coperto tra i 25 e i 30 km. NON RAGGIUNGERETE MAI il luogo definito dalle coordinate GPS inserite alla partenza. Montate il campo in un altro posto (tanto sono tutti uguali), stappate una bottiglia di prosecco fresco e allestite un barbecue. Andate a dormire.
10. Svegliatevi alle 5 di mattina, fate colazione e ricominciate a guidare sulle dune. Bottate ulteriormente la macchina e insabbiatevi un altro paio di volte tanto per andare sul sicuro.
11. Quando pensate che non riuscirete mai piu’ a tornare a casa, trovate la pista per uscire dal deserto. Salutate tutti, rigonfiate le gomme e riavviatevi verso Muscat questa volta sulla strada interna nota anche come LA STRADA DELLA MORTE per l'inquietante numero quotidiano di incidenti letali che vi si verificano. Notate che, a causa delle collisioni multiple, l’auto presenta interessanti problemi alla convergenza. Ignorate la vicenda e proseguite.
12. Arrivati a Muscat (senza passare da casa) recatevi direttamente a Wadi Kabir, il quartiere dei meccanici e degli sfasciacarrozze (ci sono anche i carpentieri ma non vi servono). E’ l’equivalente di una domenica pomeriggio in Italia. Cercate disperatamente un meccanico che esegua un intervento cosmetico sull’auto a noleggio perche’ la franchigia dell’assicurazione e’ SPROPOSITATA e non potete restituire la macchina in quello stato.
13. Trovate, dopo lungo peregrinare, il Sig. Al Bustan, genio assoluto e Angelo Salvatore, che vi promette di lavorare per voi dalle 7 a mezzanotte di un giorno festivo. Affidategli l’auto con un sospiro di sollievo.
14. Andate a casa a mangiare (non avete nemmeno pranzato), abbioccatevi sul divano e, 4 ore dopo, trascinatevi nuovamente fino all’altro capo della citta’ a ritirare la macchina. PERFETTA! Ringraziate profusamente il Sig. Al Bustan, la moglie gobba e centenaria e il vecchio omanita su sedia a sdraio in mezzo alla strada che ha monitorato i lavori.
15. Riattraversate tutta la citta’ e consegnate la macchina ad un omanita che dorme sul retro di un pick up nel parcheggio di uno studio di ingegneria. Lui ripartira’ immediatamente (nel mezzo della notte) per le Wahiba a raccogliere campioni di sabbia. Il suo unico bagaglio: un cuscino, un paio di ciabatte e dei sacchetti vuoti.
16. Tornate a casa e svenite a letto

Per tutta la durata del viaggio, ogni 15 minuti (e, con piu’ convinzione, ogni volta che bottate la macchina), alzate gli occhi al cielo e mormorate: “GRAZIE OTE, INCOMPETENTI FANNULLONI, CHE NON MI AVETE RESTITUITO LA HUMMER IN TEMPO PER QUESTA GITA!”.

Saturday, October 17, 2009

3 MINUTI DI...ARABIA SAUDITA

Niente post sul weekend nel deserto finche' non scarico le foto (e cerco di ricostruire quel che e' successo negli ultimi due giorni...). Ho TANTO SONNO e sto aspettando il mio lentissimo praticante omanita. Deve preparare una lettera in arabo al Tribunale di Primo Grado e ci sta mettendo una vita. Nel frattempo sto dando un'occhiata ai giornali locali.

Cari legulei, la domanda del giorno e':

Cosa succede se una compagnia petrolifera scava un buco nel bel mezzo del deserto e lo riempie di petrolio (non chiedetemi perche') e una partecipante ad un concorso di bellezza disgraziatamente ci cade dentro trovando prematura morte?

La risposta e' sempre quella: CAUSA! CAUSA! CAUSA!

La peculiarita' della vicenda e' che si tratta di un concorso di bellezza PER CAMMELLI.

A court hearing is scheduled next Monday to look into a SR1 million [$268,096.51] compensation lawsuit against Aramco, the giant oil company, for causing the death of an alleged beauty contest female camel. The well-bred 3-year-old black camel died when she tripped into a big hole that Aramco had dug and filled it up with crude oil in a desert pasture land, 250 km west of Ahsa, camel owner Abdullah Al-Saiari said. “She was part of the Camel Beauty Contest.” The court had earlier sent a letter to the contest administration inquiring about the actual price of the dead camel on which it would base its verdict. After deliberating with a panel of expert camel appreciators, the administration put SR1 million as a price tag for the dead camel.

SOPRAVVISSUTI

Brevissima nota per comunicarvi che sono tornata a Muscat sana e salva dall'ottimo weekend nel deserto.

Ovviamente ci sarebbe molto piu' di questo da raccontare ma rimando ad altro momento.

Tuesday, October 13, 2009

REVISIONE




Con revisione intendo revisione dell’Hummer per la traversata del deserto. Stamattina all’alba mi sono recata al Service Centre del Gruppo OTE. La cosa, al solito, si e’ trasformata in in delirio. Il senso della realta’ di costoro si afferra pienamente guardando la mappa del garage che hanno pubblicato sul loro sito (garage che stranamente chiamano Body Shop come i negozi di cosmetici…). Notate che l’utilissima cartina include ben 4 nazioni!

Ad ogni modo mi reco nella solita sezione del mega garage dove, dopo 20 minuti di conciliaboli, mi comunicano che devo fare un “Major Service” e non un “Normal Service”. Gli rispondo che non solo lo sapevo benissimo ma gliel’avevo pure detto appena arrivata. Qui iniziano i problemi.

Omanita: Go out, Zibruli’.

Io: What? I go out? Other place? (l’inglese semplificato e’ necessario in queste conversazioni)

Omanita: Yes. Zibruli’

Io: Where?

Omanita: Out gate. Left. Zibruli’

Io [stizzita]: What is Zibruli’? Ziguli’? Zurli’? What you mean?

Omanita [chiama un altro omanita e iniziano a salmodiare in coro]: Zibruli’, Zibruli’, Zibruli’

Io: [perplessa]

Loro: [mi guardano come se fossi cretina]

Secondo Omanita: Out. Gate. Left. First gate left. Zibruli’

Decido di tentare la sorte. Esco dal cancello, giro a sinistra e, poco dopo, vedo il cancello GM-Hummer-Isuzu. Mi avvicino e chiedo alla guardia se e’ il posto giusto per un “Major Service” e farfuglio (piu’ che altro per curiosita’) “Zibruli’ here?”.

La guardia mi fissa come se fossi cretina (e dagli…), indica un cartello ed esclama “Zibruli’”!

Mi giro e lo vedo. Imparare a pronunciare CHEVROLET gli fa schifo???

Monday, October 12, 2009

NON HO TEMPO



Sto trascurando il blog. Non ho tempo. Ho abbandonato per qualche settimana la mia vita decadente negli hotel a 5 stelle per darmi ad attività più "dinamiche". Dal mio ritorno dalla breve vacanza veronese mi sono data alle immersioni. Su FB trovate la mia prima foto subacquea. Bello , bello.

A seguire, corso teorico di guida su sabbia con un inquietante figuro dal nome russo che lavora per la maggiore società petrolifera locale. Giovedì e venerdì con un equipaggio raccogliticcio (io, Chiara, l'Ingegnerino e forse Simon) e un equipaggiamento tutt'altro che professionale, affronteremo la PRATICA. Tanto per cominciare, passeremo due giorni ad attraversare le Wahiba Sands da est a ovest. Una roba semplice... (vedi foto). Tempo previsto dal sergente del KGB: 7 ore di guida su dune il primo giorno. Il secondo non so bene. A seguire campeggio (e qui non ci fregano, si campeggia con stile: barbecue , Prosecco di Valdobbiadene e Nero D'Avola gentilmente fornito dall'Ingegnerino, ultimo arrivo italico in Oman).

Abbiamo quasi tutto: kit del pronto soccorso, attrezzatura per rattoppare gomme forate, torce, tende, sedie, materassi, posate, guanti da giardino per scavare nella sabbia rovente se (quando?) ci incastreremo tra le dune, Pringles e Ritz per i momenti di sconforto, thermos per il caffè, acqua, acqua e ancora acqua. Ci sono ancora 40 gradi e la disidratazione è in agguato... Mancano la pala (sempre per scavare, non si parla d'altro in questa gita) e cinghie per farci trainare (indovinate quando? esatto: quando ci insabbiamo).

Tra le notizie più allarmanti apprese al corso di teoria (e sorvolo sulla dozzina di modi in cui potremmo morire questo weekend, tutti descritti con una certa dovizia di particolari), segnalo l'atteggiamento sempre più ostile dei beduini. Costoro paiono non avere simpatia per questi grupponi di bianchi in 4x4 che scorazzano nel deserto spaventandogli i cammelli. Come dargli torto? Per non farli scappare, ai cammelli vengono legate le zampe anteriori e, se in preda al panico iniziano a correre, si spezzano le zampe.

Per stare tutti più sereni, il governo omanita ha istituito un Numero Verde da chiamare per segnalare la presenza di beduini aggressivi. NON STO SCHERZANDO.

Tra me e me già fantastico di una battaglia campale su e giù per le dune tra beduini impazziti e petrolieri inglesi che si affrontano a colpi di pale e crick mentre io, nella mia stilosa tenuta beige da deserto, corro verso la più alta delle dune circostanti a chiamare il Numero Verde.

E' da ieri che non penso ad altro. Una scena tipo Lawrence d'Arabia dei poveri.

Nel pochissimo tempo libero procedono le complesse negoziazioni per l'acquisto della barca.

Che altro? Cene, feste da ballo, spettacoli teatrali e altre varie amenità riempiono tutto il prossimo mese. Resta il fatto che se non mi vedete online sabato, potete iniziare a preoccuparvi. Alla lezione di GPS non sono stata attentissima. Cazzeggiando con il Sismologo Argentino (colui che mi ha trascinata in questa follia) ci siamo convinti di aver configurato il suo GPS in modo impeccabile ma chissà...un conto è capire dove siamo mentre chiacchieriamo allegramente in centro a Muscat, ma uscire dal deserto è una roba diversa...