Wednesday, December 5, 2007

DRESS CODE

Gli omaniti si vestono esattamente come mi aspettavo. A livello generale gli uomini si aggirano in tunica bianca e le donne in tunica nera.
Ad un’osservazione piu’ attenta, tuttavia, non sfuggono particolari distintivi rilevanti.
Gli uomini vestono una dishdasha (camicione) che , per l’ufficio e le occasioni “eleganti” e’ bianca mentre quando decidono di adottare un look piu’ sportivo e’ colorata. Prediligono nuance che io trovo imbarazzanti: verde muschio, arancio chiaro e, la peggiore di tutte ma apprezzatissima, lilla.
Gli accessori comprendono l’onnipresente sandalo in cuoio e un cappelluccio tozzo e conico decorato con ricami colorati.
Si vocifera nella comunita’ internazionale che, come gli scozzesi in kilt, costoro non indossino mutande. Questa teoria e’ in parte suffragata dal fatto che al locale ipermercato Lulu’ (una cosa gigantesca che ricorda vagamente l’Auchan di Bussolengo ma piu’ grande e piu’ colorato) non esiste un reparto di “intimo uomo”. Inutile aggiungere che questa constatazione rappresenta l’unico tipo di indagine statistica che intendo condurre sull’argomento!
Quando l’occasione richiede un abbigliamento formale, l’ottimo omanita, sfoggia nell’ordine: camicione immacolato e un po’ lucido dotato di una specie di coccarda in filo di cotone (tipo corda da tenda) applicata sul lato destro del colletto che viene cosparsa generosamentemente di profumo, cappelluccio sgargiante e, legato in vita, il tradizionale pugnale con fodero d’argento (vedi foto) che ritroviamo anche sulla bandiera nazionale.
Le donne, invece, sono tutte ricoperte da tunica nera con velo nero abbinato.
Esiste una serie infinita di modelli di tunica con vari ed interessanti decori costituiti da ricami e paillettes assortiti. La mia grande domanda (che non ho ancora avuto il coraggio di porre alle mie colleghe velate) e’ la seguente: perche’ si mettono il velo a mostrare pudica modestia se il velo stesso e’ cosi’ intarsiato di Swaroski che anche la Consu lo troverebbe pacchiano, si truccano come Moira Orfei e si cospargono di ettolitri di profumo?

Parlando di profumo devo aprire una parentesi su “Amouage”.
Fino al mio arrivo nel sultanato non ne avevo mai sentito parlare ma pare che sia il profumo piu’ costoso del mondo. Roba da 200 euri per un bottiglino piccino piccino...
(Vi invito a visitare l’ elegante, si fa per dire, sito internet www.amouage.com)
Creato 25 anni fa per volere dell’onnipresente e onnipotente Sultano Qaboos come regalo personale da porgere a dignitari stranieri in visita, si compone di essenze preziose di origine locale. La parte del leone la fa la rarissima rosa di montagna insieme all’incenso del Dhofar (la regione meridionale del paese al confine con lo Yemen).
Ho visto alcuni prestigiosi roseti durante una gita a Jabal Al Akhdar (la montagna verde) e ho partorito una mia personale teoria: la suddetta inarrivabile rosa di montagna e’ una rosa qualunque ed e’ rarissima solo perche’ le montagne nel deserto non sono un habitat naturale adatto a questo tipo di pianta!
Ad ogni modo, ho conosciuto ad una cena mondana il CEO di Amouage e pare che si stiano preparando a sbarcare in forze con le loro creazioni sul mercato europeo. Il piu’ grande evento mondano dell’autunno omanita (che mi sono persa perche’ ero ancora a Verona a bere Valpo e mangiare porco...) e’ stato il lancio della fragranza del venticinquennale. Come giustamente ci fa notare Consuelo in un suo commento, e’ stata creata dal piu’ grande profumiere francese vivente e unisce il lusso piu’ ridicolo alla millenaria tradizione locale.
Vi do’, quindi, l’opportunita’ di apparire informati quando sfoglierete i rotocalchi dal coiffeur!

5 comments:

Simone said...

Immagino che "amouage", oltre che da preziose fragranze, sia composto anche da alcool. Considerato che la tua condizione di extra-omanita non ti consente di acquistare alcoolici, nei momenti di crisi d'astinenza te lo potresti bere.

S.T.

Anonymous said...

Sul sito del tgcom, apprendo mio malgrado che -in un'intervista rilasciata alla Bbc- Brad Pitt, 43enne, ha promesso che non interpreterà mai più scene di nudo per non imbarazzare i suoi figli che stanno crescendo e avranno presto l'età per vedere il papà recitare. "Sono cose che fanno i giovani" - ha detto.
...Mannagg...dico io...in questo caso son ben accetti pure gli "anziani"! E a proposito di imbarazzi, quando mai una trina o una paillette risulta eccessiva, Alessà? Che mi perdi colpi?
Se non puoi esibirle nel sultanato tanto meno in b.go venezia!
Già non mi cospargo di Amouage solo perchè lo stipendio da Archizinna non me lo permette ma mi industrierò mendicando alla Marcellini un cameo nel nuovo film di Jerry Calà! Nevvéro Laura?
Ossequi picciottonazzi,sempre w Montalbano!

Consu

braccino said...

credo che la consu abbia perso definitivamente la ragione....brad pitt..paiettes...film di gerry calà...cara zinga puoi provare a vedere se il sultano se la piglia..
ciao braccino

Anonymous said...

Mi puoi dettagliare i costumi da bagno... che nelle foto che hai appiccicato nun se vede anima viva.

E se esportiamo mudande?

Ciao guapi,
lamilo

lamazza said...

Secondo te perche' si chiama Lulu' l'ipermercato dove non esistono mutande...???