Monday, December 26, 2011

SANTO NATALE IN PATRIA

Ormai è fatta. Ho sgomitato alla Fnac in mezzo alla guerra civile per comprare una miscellanea di regali a caso, ho mangiato l'equivalente di 30 milioni di calorie, ho bevuto il mio peso corporeo in alcool coprendo il fabbisogno di bevande per il primo quadrimestre del 2012, ho giocato a sette e mezzo dopo anni di astinenza (da riproporre a Muscat), ho paccato il pranzo natalizio coi parenti acquisiti.

Una pizzetta stasera, una cena di compleanno domani, un paio di salutazioni qua e là e poi me ne posso tornare al caldo.

Tornare a Verona il 20 dicembre è stata un'idea idiota. Il tour de force di aperitivi/pranzi/aperitivi/cene/drinks dopocena mi ha fatto arrivare al Santo Natale in pessima forma. Non ho più il fisico. Tuttavia, nel perdere 5 anni di vita, ho acquisito una massa interessante di novità e gossip assortito. Confermo che il professionista veronese medio, sulla trentina avanzata, continua a comportarsi come un adolescente. Un adolescente immaturo. Per il resto abbiamo: aspiranti estremisti di destra, contese ereditarie, gravidanze misteriose, processi penali e arresti domiciliari, malattie veneree, separazioni e divorzi, iper-attività avvocatizia/notarile, amanti extra-comunitarie e tutto il solito corredo di storie di fango che ti fa amare le feste natalizie in patria.


Il Santo Natale

Per gli interessati: passo per Muscat il 29 dicembre e il 30 mattina riparto per Abu Dhabi dove io e l'Avvocato-che-maltratta-i-praticanti abbiamo prenotato una stravagante e ridicolmente onerosa 48 ore di festeggiamenti per il 2012. Spero che il mondo finisca prima che la Visa cerchi di addebitarmi le spese di questa ennesima stronzata vanagloriosa (ma non lo credo affatto perchè mi rifiuto di dar retta alle profezie di gente che si è estinta da secoli).

Dopo la tragica gita a Dubai per il Rugby 7s già so che anche questo viaggio finirà in sciagura.

Ve ne parlerò in gennaio.

Un prospero e glorioso anno nuovo a tutti.

Sunday, December 18, 2011

IN ATTESA DELLE VACANZE

Il tedio inattivo del pre-vacanza mi ha definitivamente paralizzata. Avrei tonnellate di lavoro da finire entro domani sera ma l'unica cosa che riesco a fare e' chattare su FB con U. progettando la grande fuga per andare a mangiare una pizza prandiale (e magari bere un paio di birrette al sole).

Non ho nemmeno voglia di scrivere. Chiudo qua baracca e burattini e metto tra i buoni propositi per il 2012 (che verranno ignorati), una maggiore attenzione per il povero blog che negli ultimi mesi e' un po' negletto.

Arrivo in Italia martedi, Inshallah.

A presto

Sunday, December 11, 2011

ADDOBBI NATALIZI & SPORTS VARI



E' iniziato l'avvento e non posso esimermi dal riproporre a tutti le mie meravigliose decorazioni natalizie. Lulù la renna non si è mai mossa dal suo posto e da un anno mi fa compagnia guardando la TV con me. Non ringrazierò mai abbastanza il Pignolo per avermela regalata. L'alberino di Natale d'oro (lo vedete sul bracciolo del divano), invece, vive da gennaio a novembre in un armadietto della cucina ed è appena stato riesumato.

Detto questo (e anticipati gli auguri di rito che qua sono già iniziati i ritrovi "per farsi gli auguri" cioè la scusa ufficiale per ubriacarsi tutti i giorni da qui al 2012), sappiate che le mie attività sportivo/demenziali hanno raggiunto nuove mete di assurdità. Perchè il Boot Camp non bastava.

Venerdì mi sono imprudentemente presentata con la vicina di casa Emily a una lezione introduttiva di capoeira. Non caipirinha (che di quella sono cintura nera), capoeira. Quella roba brasiliana coi tamburi e la gente che dà calci volanti facendo salti mortali.

Tralascio il fatto che ci siamo perse nel Sultan Qaboos Sports Complex alla ricerca di un'assurda palestra giallo-verde e che erano TUTTI vestiti di bianco tranne noi due sceme in nero integrale (la mia consueta tenuta da ninja fuori forma) e vengo subito al punto. Temo che la capoeira non faccia per me.


La palestra verde vomito

Sulle mosse base si procedeva pure benino, almeno a parer mio. E anche le prove dei vari tipi di calci in coppia con Emily non erano troppo orrende a vedersi. Questo se si esclude che le si faceva così: "Allora, Em, presta attenzione: ora ti do un calcio laterale con la gamba destra, vedi di abbassarti", "Va bene, vadi pure Fantozzi, vadi". Il tutto con una lentezza che il nostro istruttore deve aver trovato oltremodo irritante. Poi sono iniziati i problemi.

Istruttore "Fate un Aù"
Io "Si spieghi buon uomo, cosa vuole che faccia di preciso?"

Dalla dimostrazione era evidente che una specie di acrobata carioca parlante solo ed esclusivamente portoghese mi aveva chiesto di fare LA RUOTA. Cazzo, è dal millennio scorso che non faccio una ruota. So che alle medie la sapevo fare. Ho vaghissimi ricordi del ginnasio (misti al turpe quadro svedese e al salto del cavallo se si chiama così, quella cosa che corri, ci metti le mani sopra, allarghi le gambe e lo scavalchi. Oppure ti ci trovi seduto sopra) ma, secondo me, al liceo avevo già mollato. Mazza, se mi leggi, mi confermi che al liceo non sapevo già più fare la ruota?

Superato in qualche modo l'ostacolo della ruota (eviterei dettagli della patetica mezza ruota inclinata), ci siamo scambiati tutti di partner. Tragedia. Mi mettono in coppia con un simpatico ciccione omanita che, finito il saluto di rito, tenta un calcio circolare esterno-interno. Con un guizzo di agilità dettato dal terrore, mi abbasso. Ciccio perde l'equilibrio e non riesce a completare il movimento. Avete mai preso un violento calcio sulla tempia destra da un ciccione?
Beh, non è una bella cosa. Collasso al suolo e la prima cosa che vedo mentre mi rotolo a terra è un interessatissimo fotografo che a prima vista sembrava uno di quelli di The Week. Io la faccia me la sono coperta. Sappiate comunque che se pubblicano la fot
o di un cadaverino vestito di nero, sono io.

Ovviamente il tragico infortunio non mi ha esonerata dal completare la lezione e nemmeno mi ha evitato la dimostrazione finale in coppia con l'istruttore volante. Portata a termine questa (faticosissima) faccenda, mi sono precipitata all'Intercontinental per il barbecue finale del Torneo di Bocce. Attenzione al colpo di scena: nonostante una prestazione più che mediocre, per un misterioso calcolo dei punteggi, lo squadrone femminile italico si riconferma la miglior squadra femminile del torneo. E anche quest'anno, ROSICATE DONNE FRANCESI! Potete pure chiamarlo "petanque" ma si chiama "bocce" e avete perso. Di nuovo.
(magari per l'anno prossimo ci alleniamo un po' di più)


La Gloriosa Coppa

Thursday, December 8, 2011

PUZZLE

Non vorrei essere pedante ma, se per qualche motivo si decide di spostare e ricollocare la pavimentazione dei posti auto per i disabili, non sarebbe opportuno ricomporre l'apposito simbolo? Le ruote e tutto? Invece di ridisporre i pezzetti a caso?



In other news, ho appena bruciato un'infornata di pizzette perchè ero al telefono con Pakistano Fashion. Mi chiamava, in veste di Magistra Elegantiarum, per discutere la sua mise per il Crystal Ball di stasera. A cui non vado. Invece di essere in barca a sorseggiare un prosecco prendendo il sole, sono a casa a lavorare, cucinare, fare il bucato e discutere con un fashion victim di Lahore come deve vestirsi per un evento a cui non sarò nemmeno presente. Non vuole mettersi lo smoking e chiede supporto emotivo a una persona - a parer suo - qualificata ad esprimere un'opinione in materia.

Mi sento quasi una fashion blogger :)

Il mio unico commento è questo: meglio un abito scuro fatto su misura in Savile Row (dove si vestono James Bond e Pakistano Fashion), che uno smoking di poliestere dal taglio anni '80 troppo stretto/corto/largo che l'expat inglese medio ha comprato per il ballo della fine del liceo in un magazzino dell'Esercito della Salvezza.

Ah, non sono in barca perchè stamattina c'era un nuvolame nero da Giorno del Giudizio. Ovviamente mi ero già alzata alle 8:30, dopo 5 ore di sonno, per preparare.

Insomma, questo fine settimana sta facendo abbastanza schifo.

Torno a letto che è meglio.

Wednesday, December 7, 2011

OGGI A PRANZO

Collega Americano: "AZ, hai presente quel negozio di merda che vende materiali da costruzione? Quello accanto al mio palazzo?"

Io: "Boh, no, perche'?"

Collega Americano (in tragica escalation di aggressivita'): "Li odio, [inserire nazionalita' piu' diffusa in Oman dopo gli omaniti] di merda. Devono morire tutti, pezzi di merda".

Io: "Hai gia' detto "merda" almeno tre volte. Il cameriere ti sta guardando con una certa ansia. Ti faccio notare che hai anche la bava alla bocca e stai iniziando a urlare. Ma continua pure che mi interessa".

Collega Americano: "Beh, continuano a parcheggiare i loro furgoncini di merda (e ridagli) nei posti riservati ai condomini. Cioe' a me. Ma io ho detto basta. Ieri non ho trovato parcheggio. Sono entrato sbraitando nel negozio di merda e ho urlato a tutti. Usando frasi semplici perche' altrimenti non mi capivano. E poi ho messo la macchina dietro una delle loro bloccandola e sono salito a casa."

Io: "Hmmmm, mi pare giusto. E poi?"

Collega Americano: "Poi il proprietario della macchina che avevo bloccato ha cominciato a suonare il clacson perche' non poteva uscire. E io mi sono messo alla finestra a fissarlo [mentre pronuncia questa frase, incrocia le braccia e assume un'espressione da psicopatico]. Dopo averlo fissato per 10 minuti dalla finestra della cucina, sono sceso e ho detto "Non fatelo mai piu', qua ci devo parcheggiare io. Solo io. E se quel tuo collega mi fissa ancora una volta in quel modo per farmi il malocchio, gli cavo quei fottuti occhi"."

Io sono piuttosto preoccupata. Per Collega Americano e per i suoi nemici.
(anche se avrei pagato una considerevole somma di denaro per vedere la scena)

Tuesday, December 6, 2011

DICEMBRE

Rischiando l'apoteosi della banalita', non posso evitare di notare che siamo gia' in dicembre. Per chi vive col doppio calendario, lo status attuale e' questo:

Prima e Seconda Eid= fatte
Ponte dei Morti=non pervenuto
National Day= fatto
Capodanno Islamico=fatto
Ponte dell'Immacolata= non pervenuto
Natale=vacanze in Italia
Capodanno=vacanze altrove (Abu Dhabi? Mumbai? Boh?)
Per completare la stagione 2011/2012 mancano all'appello il Compleanno del Profeta e la sua Ascesa al Cielo.

Nel marasma generale, segnalo che ho prenotato un biglietto aereo per l'Italia. Torno a Verona il 20 dicembre dopo sole 6 settimane dalla mia precedente apparizione in citta'.
[per allietarvi e farvi convincere del fatto che, nonostante lo spread e la manovra da lacrime e sangue, in Italia non si sta poi cosi male, sappiate che qui in Cretinolandia mi hanno scelto le date di partenza e arrivo sul calendario 2012. Tutto da rifare. E non capivano il problema.]

Notizie di pregio (o anche no):

Ieri sono stata fermata dalla Polizia a Ruwi. Ripeto. A Ruwi. Ora, andare a Ruwi gia' di per se' non e' una bella cosa. Andarci per seguire una causa di lavoro (ovviamente in arabo) non aumenta l'appeal della vicenda. Ma venire fermata e MULTATA dalla ROP perche' stavo parlando al telefono mentre guidavo mi pare eccessivo.
Cosa sta succedendo a questo paese? Sta forse diventando come la Svizzera? Dopo lunga e faticosa interazione con il poliziotto chiedo: "E, di grazia, quanto sarebbe questa multa?". Risposta:
"I don't know, maybe fifty Rial"
"Fiftyyyyyy?"
"Maybe, fifty: one five"
Allora va bene pero', vi prego, imparate l'inglese. Almeno i numeri.

Rendo pubblico il mio apprezzamento generalizzato per il ricevimento organizzato domenica sera all'Intercontinental per la Festa delle Forze Armate. Mangiato/bevuto bene; discorso e formalita' contenuti nei tempi e ben fatti; belle uniformi. Voto: DISTINTO.

Ricevo inviti a cena inopportuni/demenziali a cadenza quotidiana. Voglio andare in vacanza subito. Voglio anche cambiare tutti i miei numerosi numeri di telefono.

Sono dispiaciutissima per essersi persa la Muscat Battle of the Bands, concorso di gruppi rock e semi-tali. Era il primo dicembre a Marah Land, che ritengo sia quella specie di Fantasilandia/Italia in Miniatura dentro il Qurum Park. Per chi volesse saperne di piu', questo e' l'articolo su The Week.

Residents only

Ultimo ma non meno importante: sappiate che la musica e' haram (impura). Al di la' di quel che io possa pensare a riguardo (e chi mi conosce sa esattamente cosa sto pensando), seguo con interesse il dibattito che e' nato giorni fa su alcuni blog locali. Il casus belli e' stata una dichiarazione del Gran Mufti sull'Opera House (notorio luogo di perdizione). Se volete verificare lo status del dibattito online nel Sultanato, fate un giro su Dhofari Gucci, Linoleum Surfer e Muscat Mutterings (links a lato) e, soprattutto, leggete i commenti ai post.

P.S. Avete notato che non ho scritto una sola parola sui Rugby 7s? Weekend veramente divertente che, intorno al venerdi sera, e' degenerato un po'. Consigliatissimo. (A quanti di voi il concierge di un 5* lusso ha mai chiesto, vedendo scendere un ubriaco da una macchina, "Vi serve una sedia a rotelle?").

Wednesday, November 30, 2011

LA SETTIMANA SPORTIVA

A titolo preliminare ammetto che era meglio rimanere concentrati sulla Settimana Enigmistica. Le intraprese sportive degli ultimi giorni includono, oltre al solito, orribile, sadico Boot Camp (per chi si fosse perso questo mio guizzo di idiozia, potete leggerne qui), l'annuale e importantissimo torneo di bocce dell'Intercon e il Dubai Rugby 7s da domani a sabato.

Ricordate le medaglie e i bouquet floreali all'ultima finale Italia-Francia? E il pregiato orologio marchiato Bank Muscat e tutti i gadget della Muriya?


Beh, dimentichiamoli. Dopo un inizio incoraggiante lunedi, ieri i malvagi sanculotti ci hanno umiliate. Seriamente. Tipo 21 a 3 oppure 21 a 4, nemmeno ho tenuto i conti. Per aggiungere al danno la beffa, la squadra d'oltralpe era capitanata da un omino pelato simil-Geometra-Filini che, nella concitazione del giuoco, mi ha quasi rotto il naso dandomi una culata in faccia. Non un bello spettacolo. E soprattutto non qualcosa che tengo a ricordare.

Nel frattempo mi preparo a partire per Dubai. Non so NULLA del torneo. So che parto stasera in aereo e che forse torno sabato in macchina, che andro' a vedere uomini auspicabilmente di bell'aspetto che giocano a rugby e che la sera si bevono le birrette (e c'e' un concerto rock). Fervide salutazioni a tutti e ci si rivede in dicembre, magari il 4 dicembre (una data a caso, giusto per scatenare terrore e angoscia in una villa di Shatti, i diretti interessati sanno).

Saturday, November 26, 2011

AUGURI!

Per chi vive secondo il calendario islamico, buon 1433 a tutti!

In realtà il Capodanno Islamico non prevede trenini e brindisi ma è irrilevante: sono in vacanza e, tra un ora o poco più, Scatola trasporterà verso sud me e l'Avvocato Che Maltratta I Praticanti.

E' tempo di andare a monitorare la schiusa delle uova di tartaruga. E di vedere i tartarughini :)

Ci aggiorniamo con calma al ritorno.

Auguri!

(Volevo scrivere un post che elencasse argutamente fatti e personaggi del "nostro" 1433 ma, secondo Google, in quell'anno non è successo praticamente un c*zzo. "Macrohistory and World Report" riassume così gli avvenimenti del 1433:

1433 The Songhai have rebelled against the Mali Empire and are disrupting Mali's trade on the Niger River. Mali is in decline. The Songhai are able to sack and occupy Timbuktu.

Ho sbirciato avanti e mi rallegro. L'anno prossimo la dinastia dei Medici prenderà il potere a Firenze. Dai che tra poco inizia il Rinascimento :)

Sunday, November 20, 2011

VITA D'UFFICIO - MICROSOFT WORD "ANALOGICO"

Come sapete ho cambiato studio e mi sono unita ad Avvocato Scozzese Cinico in una nuova intrapresa professionale che o mi renderà schifosamente abbiente o (molto più probabilmente) mi farà uscire di senno.

Avvocato Scozzese Cinico è il socio perfetto. Arriva in studio persino più tardi di me, fa il caffè, si unisce alle pause-cicca in cui spiamo le macchine nel parcheggio/chi va e chi viene dal palazzo dell'ufficio e mi inoltra milioni di jokes che, da quando ha scoperto come funziona il meraviglioso mondo delle e-mail, si scambia coi suoi amici super-senior in giro per il mondo.

Sì, avete letto bene "da quando ha scoperto come funzionano le e-mail". Cioè circa 9 mesi fa.

Fino ad allora scriveva messaggi illeggibili su un pezzo di carta e li dava alla segretaria da spedire. E si faceva stampare le barzellette. Che poi restituiva alla segretaria con appunti tipo "Inoltra a Tizio, Caio e Sempronio, CC Mevio".

Poi ha lasciato il vecchio studio, si è trovato senza segretaria e ha fatto di necessità virtù. "From zero to hero", da che non aveva mai scritto una mail in vita sua, ora ne manda almeno 100 al giorno. Molte a me. Praticamente un grafomane. Tuttavia ha due grandissimi blocchi psicologici. Uno è il suo account su LinkedIn di cui vi parlerò un'altra volta. Il secondo, ben più grave, è Microsoft Word.

Ripassiamo insieme la procedura per la modifica di una bozza di lettera:

1. Aprire la bozza in Word
2. Apportare le modifiche necessarie mediante un semplice procedimento di copia-incolla avente ad oggetto i nuovi elementi da includere nel testo
3. Salvare il tutto

Fatto! O no? Nel mio ruolo - immeritatissimo - di IT Guru, spiego quanto sopra al mio socio.

Un quarto d'ora dopo mi chiama e mi dice: "Ho fatto il copia-incolla, ora che faccio? Ribatto tutto il testo in un nuovo documento?"

Segue perplessità.

Finchè non ho visto questo.

E ho riso fino alle lacrime.



Un pregiatissimo esempio di documento creato col processo "fotocopia-incolla".

Saturday, November 19, 2011

E TANTO PER CAMBIARE...VACANZE!

Le lunghe vacanze di Eid sono finite il 12 novembre.

Dal 1 novembre a oggi ci sono stati 8 giorni feriali. Novembre 2011 si chiuderà con 14 giorni lavorativi (e sono anche riuscita a saltarne uno).

Oggi hanno dichiarato ulteriori vacanze. Dal 24 al 28 novembre. Poi vado tre giorni a Dubai. Poi torno in Italia per Natale. Sì, insomma, di lavorare seriamente si riparla a gennaio :)

Vi delizio con l'annuncio ufficiale di questa combo Capodanno Islamico/compleanno del Sultano:

"Sheikh Abdullah bin Nasser al-Bakri, Manpower Minister today issued a ministerial decision stating that the holiday of the new Hijri year 1433 AH and the 41st Glorious National Day at the private sector's companies and establishments will start on Saturday November 26th, 2011 till the end of Monday November 28th, 2011 and work to be resumed on Tuesday November 29th, 2011.

All employees at the private sector extended their congratulations to His Majesty Sultan Qaboos Bin Said, praying to Allah the Almighty to protect His Majesty, grant him good health, happiness and a long life and for the return of these two occasions and similar occasions on His Majesty, the Omani people and all Muslims with welfare and blessings."

RIECCOMI

Capisci di aver trascurato il blog per troppo tempo quando, aprendo Blogger, ti accorgi che hanno cambiato i colori. Sunto rapidissimo delle ultime settimane:

lavoro - vacanze in Italia - lavoro

Per l'immediato futuro:

lavoro - altre vacanze - lavoro

Il tutto intervallato da aperitivi vari, pub quiz e dall'orrido Boot camp (barcollo ma non mollo...).

I fatti notevoli del mio soggiorno veronese includono:

1. Ascoltare per ore i turbamenti adolescenziali di una folta schiera di rispettabili professionisti ultra-trentenni in piena regressione emotiva (se questo termine esiste). Con l'indisponsabile ausilio della chat di FB seguo anche dall'Oman le storie piu' interessanti. Comunque questo non è Sex and the City quindi terrò per me la mia opinione sull'uomo veronese contemporaneo, non più giovane Werther alle prese con SMS e limoni.

2. Il bar molecolare, cioe' quella cosa strana per cui ti servono lo spritz "destrutturato" composto da un bicchiere di prosecco, delle pallette gelatinose di Pimm's e della schiuma chimica a guarnizione. Ho scoperto su Internet che e' di agevole preparazione ma non so se la Muscat Pharmacy venda arginato di sodio e cloruro bi-idrato di calcio. Inoltre mi terrorizza l'idea (nient'affatto peregrina) che il farmacista indiano mi rifili per sbaglio qualche veleno letale. Se qualcuno viene dall'Italia mi porta due cartoccetti di questa roba? Se vi fermano in dogana insospettiti dalle polverine bianche, dite che il vostro avvocato ne ha bisogno per sperimentare la sferificazione dell'Aperol. Poi chiamate dalla cella di sicurezza che vengo a prendervi.


3. Ho visto al cinema "I Soliti Idioti". Checche' ne dicano, io l'ho trovato divertente.

4. Sono stata a teatro a vedere gli "Stomp". Non pensavo che avrei apprezzato un gruppotto di invasati che sbattono sui coperchi...e invece...

5. Pranzi, cene, aperitivi in loop per 10 giorni. Menzione speciale al sempre ottimo Okonomiyake del pignolo, agli spicchi d'aglio sott'olio (una droga) e alla terna cotolette-roesti-spaetzli di mamma.


6. Viaggiare con Omanair è ottimo. Muscat-Milano con 3 sedili tutti per me su un volo diretto in poco più di 6 ore è un sogno che si avvera. Milano-Muscat, invece, è stata tutta un'altra storia. Volo S T R A P I E N O di due temibili e rumorosissime categorie di passeggeri. Innanzitutto i vacanzieri italioti suddivisi in:

(a) gruppetti di uomini invasati diretti via Oman verso destinazioni asiatiche ad alto tasso di prostituzione.
(b) gruppetti di punkabbestia misti maschi-femmine diretti in India, Nepal e simili.
(c) veri e propri grupponi di turisti medi diretti non so dove, per quel che mi riguarda affanculo. Stranamente non hanno applaudito all'atterraggio.

Appartiene al primo sottogruppo il genio che si è fatto incellophanare lo zaino prima di estrarre il passaporto.

La seconda categoria, del tutto inaspettata, era rappresentata da un folto gruppo di sub-continentali (tra cui almeno 3000 bambini), residenti in Italia e diretti in India/Pakistan per le vacanze. Sono finita accanto a una ragazzina pakistana sui 10 anni che, con pesante accento vicentino, si è prodigata in consigli sui film da non perdere nella categoria Bollywood dell'In Flight Entertainment. Consiglio "Ready", filmone del 2011, lo trovate su Wikipedia.


Ora vado che ho acceso la lavatrice e sono mostruosamente preoccupata. L'ultima volta che l'ho usata, prima delle vacanze, mi ha allagato lo stanzino/terrazzino dove è piazzata. Rischiando di fulminarmi, in consulenza-chat in diretta col Pignolo, l'ho aggiustata da sola. Speriamo in bene...

Aggiornamento, la lavatrice sembra reggere, peccato che scrivendo cazzate mi sono distratta dalle lasagne che avevo messo in forno. La cena di oggi prevede un'ottima vaschetta di carbone fossile...

Sunday, October 30, 2011

WARNING

Anche voi cambiate continuamente Omani Rial in Euro, Euro in Franchi Svizzeri, Franchi Svizzeri in Sterline, Sterline in Dollari e poi, via, il tutto di nuovo in Omani Rial per raccattare due soldi con cui bere le birrette al bar? Beh, vi consiglio un "magnifico" servizio di informazione sulla variazione dei tassi di cambio: la dimanica Omani News Agency (ONA). Stavo leggendo i loro comunicati stampa in cerca di notizie certe sulle vacanze di Eid. Ovviamente non ho trovato nulla pero' ho letto con interesse l'intervista al Ministro del Lavoro sugli emendamenti alla Labour Law.

La trovate qui.

Incuriosita dalle varie sezioni del sito, decido di controllare cosa combina l'Euro in previsione della mia partenza per l'Italia. Clicco su Currency Rates. Segue perplessita'. O c'e' stata una tempesta valutaria a mia insaputa o c'e' qualcosa che non va. Studio la tabella, noto un paio di interessanti errori di compitazione e poi la data: l'agenzia stampa ufficiale, aggiornata in tempo reale e cazzi vari, riporta un'utilissima tabella dei cambi che risale a lunedi 18 aprile. Oggi e' il 30 ottobre.


Tuttavia non tutto il male viene per nuocere. Anche oggi ho imparato una cosa nuova e cioe' che la valuta cinese si chiama RENMINBI, la valuta del popolo. Possiamo pure notare che il Rial Iraniano non vale niente e che la valuta etiope porta l'interessante nome "BIRR".

SOLITO NOIOSO POST PRE-PARTENZA

Signore e Signori,

approfittando delle vacanze di Eid Al Adha mi sono regalata un ottimo Muscat-Milano con Omanair. Arrivo mercoledi 2 novembre all'alba e mi trattengo in patria fino a venerdi 11.

Se vi serve qualcosa dall'Oman parlate adesso oppure tacete per sempre.

Ci si vede mercoledi per svariati aperitivi!

Sunday, October 23, 2011

IL FILM OMANITA

Vorrei flagellarmi per il livello infimo del mio arabo.

A causa della mia stupida pigrizia, ora non posso andare allo Shatti Cinema a vedere " Search for the Impossible". E' solo in arabo :( Secondo me, mi sto perdendo un filmone da paura.


La locandina e' meravigliosa ma il sunto della trama sul sito del cinema e' geniale. Pronti?

"Story about a man who dies due to alcohol intake and CID tries to trace the source of supplier."

Eh??? CID e' la sigla del Dipartimento Investigazioni Criminali della locale polizia ma questa informazione non rende il tutto piu' chiaro. Allora, un tizio beve fino a morirne e la polizia omanita cerca gli spacciatori di alcool? Ma perche' ci sono elicotteri che esplodono sullo sfondo? E perche' gli attori (leggo che sono tutti omaniti tranne la tipa che viene dallo Yemen), non sono ne' in dishdasha ne' in divisa da poliziotto? E' una mia impressione o sembrano usciti da un poliziesco anni '70 tipo "Milano calibro 9" o "Il commissario di ferro"? Manca solo Tomas Milian...

Qualcuno va a vederlo per me e poi me lo racconta?

Non c'entra nulla ma un tizio e' arrivato al blog cercando su Google "dove sono soldi di sultano di arabia saudita sultano miliardi di dolari": dalla sintassi sembra un rapinatore di ville rumeno convertito all'IT. Peccato ci sia gente che ha fatto ricerche ancora piu' insensate:
  • pescatore stanco
  • giochi di power ranger da vestire
  • finti alberi
  • tatuaggio senza parole
  • parete con cascata
  • come mi vesto stasera? 2011
  • compro diamanti salalah
  • e' l'ora della cena
  • libretto da poliziotto
Per concludere non mancano mai gli aficionados che cercano:
  • luoghi di prostitute a muscat
  • zozzerie
  • travesti a Dubai

OMAN SU REPUBBLICA. SINTESI. SPECIAL GUEST GB

Ricorderete tutti il (polemico) post accompagnato da (polemici) commenti pubblicato qualche giorno fa. Si parlava di un articolo sull'Oman apparso su Repubblica. Se non l'avete letto, e' qui.

Purtroppo se non lo leggete non potrete apprezzare la sottile ironia di Giorgio che viene immediatamente nominato capo-illustratore del blog. Potra' riscuotere una birretta per illustrazione.

Ringraziamo Giorgio per aver semplificato la questione in modo che tutti noi la possiamo capire e per aver smascherato il misterioso informatore omanita che qui vediamo, impegnatissimo a decidere come si chiama il suo camicione.

Saturday, October 22, 2011

BOOT CAMP



Dico e te, deficiente! Quante birre hai bevuto ieri sera?

Vi succede mai di chiedervi "Come cazzo mi e' venuto in mente di [inserire attivita' pericolosa, stupida e/o ridicola]?". Benvenuti nel mio mondo. Stamattina ho alcuni milioni di ragioni per chiedermi se sono cretina e sono disposte a cosi' tanti livelli che mi stanno venendo le vertigini.

Mi sono iscritta al Boot Camp, quella cosa atroce in cui corri in spiaggia, fai flessioni e piegamenti e ti urlano come in Full Metal Jacket. Non ti chiamano Palla di Lardo ma lo sostanza e' quella. E ti devi incontrare alle 7.30 di mattina. E a quell'ora ci sono gia' tipo 32 gradi.

Il modulo di iscrizione ha in allegato una liberatoria. La parola "morte" vi ricorre almeno 5 volte. Alla quinta ho smesso di contare e ho firmato. Prima che me lo chiediate, si', pago anche dei soldi per il nuovo hobby da expat trend setter.

Per peggiorare la cosa, che gia' di per se' e' un'idiozia, c'e' un sistema semplicissimo: la sera prima vai a una festa in spiaggia, consuma birre qb per garantirti del disagio mattutino e poi, in aggiunta (qui si vede il professionista serio della cretinaggine), vai ad Al Khuwair all'1:00 di notte e mangia due shwarma (per i connazionali non residenti immaginate un piccolo kebab). Uno dev'essere pollo e temibilissima salsa all'aglio. Il secondo invece dev'essere quello che il menu descrive genericamente come "meat shwarma" senza fornire ulteriori dettagli. Per finire, non dimenticare che le Marlboro Lights costano una sciocchezza e quindi tanto vale fumare l'ultima e fare della prolissa chiacchera inutile che, tanto, chi ha bisogno di dormire?

Facciamo un fast forward di qualche ora. Sono le 7. Suona la sveglia e ti maledici perche' sei un'idiota. Hai ancora la bocca foderata di moquette all'aglio e sei verde in volto. Indossi a caso un outfit da ginnastica senza nemmeno guardare cosa ti stai mettendo e, mentre ingolli il caffe' e fuggi fuori, vedi di sfuggita nello specchio del corridoio che sembri una specia di ninja grasso.

Segue un'ora di "corri sulla sabbia". "corri nell'acqua", "fai flessioni", "fai piegamenti", "fai altre flessioni", "corri un altro po' che secondo me non hai corso abbastanza", "e ora i BURPEES".

"I cosa???". Potete leggere una descrizione qui. Io non ne voglio nemmeno parlare.

Alle 8:45 tre professioniste a pezzi si sono avviate verso casa coperte di acqua, sudore e sabbia come delle brutte cotolette. Per fortuna non sono inglese e la carnagione terrona mi ha risparmiato almeno l'ustione.

Sto entrando nel magico mondo dell'accumulo di acido lattico e soffriro' come un cane per 24/48 ore. Come disse or ora il Pignolo in chat "poi piangerai come un vitello, non riuscirai nemmeno a girarti nel letto". Chissa' se riesco a ripigliarmi prima della prossima sessione. Ho 44 ore. Paura vera.



Sunday, October 16, 2011

ECCO PERCHE' DA OGGI LEGGERO' REBUBBLICA ONLINE CON (MAGGIORE) SCETTICISMO

Rimando a piu' tardi un resoconto della bellissima Turandot di ieri sera all'Opera House.

Ieri girellavo su Libro di Facce e ho notato che rimbalzava qua e la' fra i profili dei residenti italici del Sultanato un articolo di Repubblica intitolato "Oman al voto dopo la primavera araba: il sultano insegue un sogno moderato". Come non leggere? Infatti l'ho letto e ho un solo commento: PAURA. Non per le opinioni espresse, sia ben chiaro, e nemmeno per lo stile (anche se l'espressione "una paccata di soldi" non te l'aspetti quando si parla di politica economica di uno stato estero). Qui parliamo d'altro e ora vi mostro perche':

L'articolo originale e' qui.

Per comodita' riporto il testo completo (e una serie di osservazioni in parentesi quadre).

Oman al voto dopo la primavera araba
così il sultano insegue un sogno moderato
Elezioni libere, diritto di elettorato attivo e passivo per le donne, niente eccessi religiosi e un futuro come meta turistica: il piccolo [piccolo? ma sei sicuro che l'Oman sia "piccolo"? Pensa che da Muscat a Salalah ci sono 1.000 km di autostrada...] paese nella punta sud-orientale dell'Arabia va alle urne. E l'Occidente lo osserva con attenzione dal nostro invaito [sic] LUIGI BOLOGNINI

MASCATE - La Primavera araba si è sentita pure in Oman, anche se ben più blandamente che in Siria, Egitto e Libia: alcune sommosse di piazza, con un'ottantina di arresti, un po' di condanne a pene abbastanza miti e una paccata di soldi [di questo ho gia' detto: una paccata di petroldollari e' come l'abbiamo descritta noi parlandone al pub...ma tu? un "invaito" di un quotidiano nazionale?] (2,5 miliardi di dollari, che qui ovviamente sono petroldollari) concessa dal sultano Qabus bin Said tra aumenti di pensioni, salari fino al 100 per cento e nuovi posti di lavoro.

Ora si vedrà se anche l'autunno avrà qualche effetto, portando un po' più di democrazia. Perché oggi qui, nella punta sud-orientale dell'Arabia, si vota e sono elezioni da osservare con attenzione perché sono le prime dopo le rivolte degli scorsi mesi. A breve, entro fine 2011, toccherà a Tunisia, Marocco, Egitto, Giordania.

In Oman si inizierà a capire che aria tira. In più queste sono elezioni democratiche. Almeno secondo gli standard della zona: partiti non ce ne sono, la libertà di stampa è relativa, e non sono state ammesse Ong internazionali per monitorare la correttezza del voto. Però è stata una campagna elettorale libera, con una serie di incontri tra elettori e aspiranti eletti in cui si è potuto discutere di tutto senza vincoli. E le strade della capitale Mascate - una Los Angeles musulmana [Una che???], vasta 1500 chilometri quadrati stretta tra montagne e mare e percorribile solo in automobile - sono costellate di faccioni [si vabbe', non sono tutti delle silfidi ma anche qui, forse, una descrizione diversa la si poteva trovare] di candidati. Quasi tutti maschi, però qua e là spuntano anche le donne. Che qui dal 1994 possono non solo votare, ma pure essere votate.
Ce ne sono in corsa 82 (e almeno 5 dovrebbero farcela) su 1.133 aspiranti a uno degli 84 seggi della Shura, l'assemblea nazionale [non avevo voglia di controllare i numeri]. Che, altra sorpresa per la zona, non è solo simbolica: ulteriore effetto della Primavera araba è stato che Qabus bin Said [allora, dalla definizione di "invaito" si presume che il Bolognini sia venuto in Oman per produrre questo capolavoro del giornalismo. Bene, e' difficile non vedere in giro il nome del Sultano come comunemente scritto in inglese. Mi vengono in mente la Sultan Qaboos Highway, il Sultan Qaboos Port, la Sultan Qaboos University, la zona di Madinat Sultan Qaboos, roba che appare in un cartellone ogni 100 m...ma io dico...almeno il nome del Sultano lo si poteva scrivere nella traslitterazione comune?] ha conferito poteri legislativi e di controllo del governo al Consiglio d'Oman, formato dalla Shura e da un Consiglio di Stato designato dal sovrano.

Sovrano di cui vale la pena di parlare perché è una figura decisamente diversa da dittatori alla Mubarak o alla Gheddafi: amatissimo dal popolo, Qabus bin Said è sul trono dal 1971 [e qui si sciala... pensa tu, caro Bolognini che l'anno scorso, che fino a prova contraria era il 2010, abbiamo festeggiato per settimane il 40esimo anno sul trono del Sultano. Pensa, nel 2010, che se sottrai 40 anni ci porta al 1970. Abbiamo sbagliato noi o sbagli tu?] , anno dell'indipendenza dal Regno Unito [ma no? ma dici veramente? Qaboos e' succeduto nel 1970 a suo padre Taimur. Se ne deduce che, prima del 1970, il Sultano dell'Oman era Taimur e non la buona vecchia Regina Elisabetta. L'Oman, nonostante i suoi stretti rapporti con l'Inghilterra, non era una colonia] . E in 41 anni ha rivoltato l'Oman come un calzino [altra espressione raffinatissima...], modernizzandolo non solo nella politica, ma anche nelle infrastrutture e nei servizi sociali.

L'Onu ha decretato l'Oman come il Paese che negli ultimi 40 anni ha fatto più progressi di tutti in termini di sviluppo umano sulla base di criteri come scolarità, assistenza sanitaria, lotta alla povertà, tutela della donna (nel governo attuale ci sono due ministre) e dell'infanzia.

Merito anche dell'educazione che il sultano [una "S" maiuscola no? Cosi', tanto per dire] ha ricevuto in gioventù in Inghilterra. Che gli ha lasciato tra l'altro due cose. Una certa simpatia per le democrazie liberali, a cui probabilmente vuole portare l'Oman, ma senza scossoni per evitare contraccolpi (i ritmi lenti, in tutto, sono uno stile di vita qui). E un amore sconfinato per la musica: ieri sera si è inaugurata a Mascate la Royal Opera House, un magnifico teatro per musica classica e non solo, voluta da lui.

In scena c'era la Turandot con la regia teatrale di Franco Zeffirelli e quella musicale di Placido Domingo, in un allestimento curato dalla Fondazione Arena di Verona. Uno spettacolo perfetto per sfarzo, messinscena e teatralità che ha lasciato a bocca aperta gli omaniti, che il sultano vuole sempre più avvicinare alla cultura occidentale (in cartellone tra l'altro, a prezzi decisamente politici, Bocelli e il jazzista Wynton Marsalis).

Per la verità l'Oman sembra già molto occidentalizzato: le donne, oltre che votare, possono anche guidare [parliamo con calma di questa faccenda: in Oman le donne possono guidare come in TUTTI I PAESI DEL MONDO tranne l'Arabia Saudita, dove sta la notizia?] e qualcuna si azzarda anche a girare senza velo, nei suk le t-shirt dei campioni statunitensi di wrestling stanno tranquillamente accanto ai thawb, le classiche tuniche bianche arabe [ora mi metto a cercare un omanita che chiama la sua dishdasha "thawb"], e l'influenza più tangibile della religione musulmana è il muezzin che a mezzogiorno e al tramonto intona litanie dalla torretta della moschea [sono piena di disappunto: come ricorderanno Gabriele, Andrea e Roberta con cui si commentava ieri, qui invece di "moschea", c'era scritto "sinagoga". Dato che lo svarione e' stato corretto, si poteva dare una sistemata anche al resto. Per iniziare in pignoleria la "torretta" si chiama "minareto", per continuare con spocchia, e' cosa nota ai piu' che i musulmani pregano cinque volte al giorno e non due, a mezzogiorno e al tramonto. AGGIORNAMENTO DELL'ULTIMA ORA: Per chi volesse controllare, il testo originale e' stato ripreso da vari siti di informazione che ancora descrivono un muezzin probabilmente disorientatissimo sulla torretta che, in ogni sinagoga che si rispetti, diffonde il richiamo della preghiera. Vedete, ad esempio, qui http://www.iljournal.it/2011/le-elezioni-democratiche-in-oman/269846 e ringraziate il Pignolo per la segnalazione. Dovessero correggere anche questo, niente paura, ho fatto un PrintScreen! Tornando al pregiatissimo autore, io credo di aver imparato la differenza tra una moschea e una sinagoga in terza elementare ma purtroppo questo non mi e' bastato per girare il Medio Oriente con rimborso spese scrivendo articoli di giornale a casaccio].

La nascita della Royal Opera House non soddisfa solo la melomania del sultano [e ridagli con 'sta "s" minuscola...] (che spesso ama dirigere personalmente un'orchestra) , ma anche il desiderio di attirare un certo tipo di visitatori da tutta la regione araba se non dal mondo. Per cercare di uscire dalla - piacevolissima - dittatura economica del petrolio e diventare sempre più un centro turistico di qualità, grazie anche a un deserto tutto da vedere e a un mare pulitissimo. Come Mascate, dove non si vede una cartaccia per terra neanche a pagarla [sistemiamo la costruzione di questo periodo che mi fa venire mal di testa? Come si collega con la frase precedente? Qualcuno me lo spieghi].

Anche per questo laicismo, oltre che per le concessioni di Qabus bin Said della scorsa primavera, le elezioni dovrebbero portare a un successo dei candidati meno integralisti e conservatori. Ci spera il mondo occidentale, Usa [Chi? Gli Stai Uniti d'America? Modo interessante di scriverne il nome...] in testa, che considera l'Oman un alleato strategico nella regione. E anche Puccini può servire.

FINE.

Per chi si sta chiedendo il perche' di tanta acrimonia: non e' per l'Oman; e' perche' io leggo i giornali e ne leggo diversi ogni giorno. Dell'argomento di questo specifico articolo so parecchio per ovvie ragioni e sono in grado di riconoscere le fregnacce (lo stile disinvolto e' contagioso :) ma questo mi da' da pensare: quando leggo di Guinea Bissau, nanotecnologie o cure per il cancro, quante stronzate mi propinano?

So anch'io che la versione online e' "diversa" ma, sapete com'e', l'edicola sotto casa a Muscat non abbonda di italica stampa e Internet e' la mia unica opzione.

Per finire, se l'autore si offende, che succede? Sui giornali si fa un gran parlare di legge bavaglio...



Friday, October 14, 2011

COME HAI DETTO CHE MI CHIAMO?

Il blog non ha i tags ma, se li avesse, uno dei più comuni sarebbe "101 modi di compitare a cazzo il mio nome". E' passato un po' di tempo dall'ultima volta che mi hanno scritto rivolgendosi a Dr. Sandra (uomo, indiano, probabilmente baffuto) e hanno scoperto con disappunto che non ci avevano preso - evitiamo commenti sui baffi, per favore. Quando pensi che tutto l'Oman abbia imparato come ti chiami, vai a ritirare le camicie in lavanderia e, dopo 2 anni che mi vedono tutte le settimane, i lavandai pakistani propongono questo:


D'ora in poi potete chiamarmi Alexsender.

In other news:

Domani vado alla Opera House a vedere la Turandot della Fondazione Arena di Verona. I veronesi che in queste settimane imperversano a Muscat, sono stati completamente inutili nell'acquisizione di un biglietto. Anzi, ad essere sinceri, non hanno proprio fatto una fava. Dopo aver scritto copiose e-mail chiedendo info di ogni genere e tipo (a cui ho doviziosamente risposto), non si sono nemmeno dati la pena di vedere se un biglietto si poteva recuperare o di far sapere che non era possibile. EPIC FAIL butei. Un grazie ci stava. Per fortuna che in Oman sono una personcina popolare e quindi domani all'Opera ci vengo lo stesso.

Disclaimer: quanto sopra non si applica ai butei che vengono al bar a bere le birrette con me e i miei amici. E prima che mi diate del braccino, i biglietti sono esauriti da tempo.

MAGLIETTE INQUALIFICABILI

Quasi dimenticavo di mostrarvi la peggior maglietta vista addosso ad un omanita nel 2011.

Dichiaro vincitrice per acclamazione questo raffinatissimo capo d'abbigliamento avvistato al Safari Bar lo scorso fine settimana. La foto non è perfetta ma, se la ingrandite (no pun intended), capirete perchè ho costretto C. a posare per finta accanto al fashion victim di Mawaleh (vecchio trucco per fotografare estranei). La manica scozzese è di C., la maglietta è di un mentecatto con pacchi di autostima! Gli altri non so chi siano.


(Ah, avete visto tutti che Undercover Dragon ha lasciato un commento al mio post precedente? Mi sento come una teenager che riceve una cartolina di auguri di compleanno da Di Caprio. O da qualunque attore piaccia di questi tempi alle teenagers. Tipo uno dei dementi di Twilight con le pettinature strutturate...)

Wednesday, October 12, 2011

500

Quattro anni fa non pensavo fosse possibile aprire per 500 volte Blogger, selezionare "Nuovo Post" e cominciare a scrivere idiozie.

Invece lo è.

Il Blog mi avvisa che questo è il 500esimo post.

Spritz per tutti.

Tuesday, October 4, 2011

LEAVING FOR GOOD

No, non io. Dove volete che vada?

Questa settimana due amiche "abbandonano" il Sultanato con la solita trafila dell'ultimo pranzo, l'ultima cena, l'ultima giornata in spiaggia e un sacco di altre "ultime cose" che stanno diventando un lavoro a tempo pieno. Il tutto intervallato da lacrime. A loro si aggiungono due amici che ogni mattina decidono di dimettersi - ma poi non lo fanno.

Saro' la solita insensibile ma io dico basta. Esaminiamo i vari casi.

Caso Umano A

C. lascia l'Oman per sempre per la TERZA volta in 5 anni. Ormai le mancano solo 2 studi legali e poi li ha passati tutti. E ogni volta ha detto: "me ne vado per sempre." E' partita per sempre una prima volta venerdi scorso alla volta di Abu Dhabi. Ieri era di nuovo a Muscat. La settimana prossima riparte per sempre ma ai primi di novembre torna per il campeggio delle vacanze di Eid. Poi riparte (ovviamente per sempre) per tornare a Londra. Stiamo gia' scommettendo sul prossimo ritorno. Nel frattempo ho quasi completato la trafila degli addii. Credo manchi solo un ultimo pranzo domani e i leaving drinks giovedi.

Caso Umano B

V. e' stata trasferita a Dubai. Si, Dubai, quel posto dove la gente va per il weekend e ci arriva in 4 ore di macchina o poco piu'. Gia' cosi' sarebbe improbabile non vedersi mai piu' ma parte del contratto prevede che V. torni in Oman due volte al mese per seguire l'ufficio locale della societa' per cui lavora. Sabato scorso e' partita "per sempre". In tre siamo andate a prenderla a casa per portarla in aeroporto. Pianti e lacrime. Poi guardo il bagaglio e noto che V. sta partendo con il portatile a tracolla e un trolley da bagaglio a mano. "Scusa un po', quanto hai intenzione di stare via?". "Torno fra 5 giorni". "Ah..."

Caso Umano C

"Basta, torno dalle vacanze il 6 settembre, do' le dimissioni e fuori dalle palle subito verso nuove avventure."

E' ancora qua pero' mi manda a cadenze regolari bozze sempre piu' lunghe e elaborate della sua lettera di dimissioni da rivedere e correggere.

Caso Umano D

Conversazione ai primi di luglio 2010

"Devo andarmene, 10 anni nel Golfo sono troppi, devo tornare a casa. Ho un'idea geniale: per costringere me stesso a prendere una decisione, ora disdico l'appartamento cosi il 15 ottobre sono in mezzo a una strada e devo andarmene per forza."

"Mi sembra geniale. Vorrei ricordarti che hai 3 mesi di preavviso a lavoro quindi devi dimetterti entro le prossime due settimane."

Segue intermezzo in cui parto per l'Italia per le mie meritate vacanze. Torno e D. e' ancora qua. E non si e' dimesso. La settimana scorsa, per scrupolo chiedo informazioni (a essere sincera, temevo che avesse disdetto l'appartamento sotto l'effetto di una dozzina di Spritz Aperol e se ne fosse dimenticato).

"Allora, che si dice? Lo sai, vero che tra 15 giorni ti cacciano di casa?"

"Ah, no, sai...ho ritirato la disdetta e rinnovato il contratto di locazione. Ma a breve me ne vado."

Fuori concorso il Caso Umano E che telefona urlando "Non ce la faccio piu', io me ne vado!" almeno tre volte a settimana. Inutile dire che non va da nessuna parte.

Ho un appello: la finiamo per favore? Non voglio che ve ne andiate ma, se proprio dovete, se avete deciso, se siete sicuri FATELO, cazzo!


Saturday, October 1, 2011

CALL THE MANAGER!

Il servizio clienti e' uno dei problemi fondamentali del Sultanato. In sintesi, di norma, il servizio clienti fa cagare. Banche, compagnie telefoniche, agenzie viaggi, concessionarie automobilistiche, agenzie immobiliari, ogni expat che si rispetti ha la sua storia allucinante da raccontare.

Io ho combattuto e tuttora combatto. Ho smesso da tempo di lamentarmi inutilmente col cassiere e con l'impiegato per passare al "Metodo dello Scozzese Cinico".

La tua Ceasar Salad contiene acciughe senza che questo sia chiaramente indicato nel menu e le acciughe ti fanno schifo? Chiama il manager del ristorante e inscena una filippica di 20 minuti che ti fara' portare una pietanza-omaggio a tua scelta (seleziona poi il piatto piu' costoso dell'interno menu per spregio).

Non funziona Internet? Salta il customer centre che tanto e' inutile, prendi carta e penna e manda un fax all'Amministratore Delegato della compagnia telefonica.

Devi comprare un gadget per il collega appassionato della Jaguar? Chiama il General Manager della concessionaria e fissa un appuntamento perche' lui, di persona, ti mostri tazze, gemelli e set per scrivania da anziano gentiluomo di campagna inglese (e ti offra pure un caffe').

E' come se, in Italia, ti si fermasse in tangenziale la Punto e tu chiamassi Marchionne al cellulare affinche' intervenga personalmente nella risoluzione del problema. E' come se Unicredit non ti mandasse per tempo la carta di credito nuova e tu mandassi una mail di lamentela a Ghizzoni. In Italia non sembra praticabile ma qua funziona.

Oggi parliamo di Collega Americano, D.B., (che e' ormai ex collega ma non importa) e della sua annosa disputa col Sindbad Club, il programma frequent flyer di Omanair.

Premessa: D.B. non e' persona frugale e ama viaggiare con un certo stile. Per le vacanze di Eid a inizio settembre, si e' recato a Kuala Lumpur. Business Class con Omanair. Tornato a Muscat, ha verificato il saldo-miglia e le millemila miglia guadagnate col volo in business per la Malaysia non c'erano.

Veniamo al problema.

1. C.A. e' dottore in giurisprudenza (chi non lo e', d'altronde?) e sulla sua tessera Frequent Flyer si chiama Dott. D.B.
2. Quando ha comprato il suo costoso biglietto ha mostrato all'addetto la tessera.
3. L'addetto ha stampato il biglietto a nome di Mr. D.B. (e non Dott. D.B.)

Voi direte: embe'? E invece no, cari signori. Questo e' un problema pressoche' insolubile. Secondo le eccelse menti del Sindbad Club, il nome sul biglietto e' diverso dal nome sulla tessera quindi D.B. non ha diritto all'accredito delle miglia poiche' il Sig. D.B. e il Dott. D.B. sono ovviamente due persone diverse! Copio in calce la mail di risposta di D.B.

I am afraid I do not understand your e-mail at all, and if it is your desire that I stop flying with Oman Air, you are doing a very good job of annoying me.

My family name (last name) is B.

My first name (given name) is D.

I am a doctor of law. That is why the title Dr. appears sometimes.

I am also a man. That is why the title Mr. appears sometimes.

I am NOT going to send you a copy of my passport because of an error that was made by YOUR staff when the booking was made. That is their problem; not mine.

I demand that this matter be rectified immediately, or I will bring it to the attention of Muscat Daily as well as all the blogs in Oman. I paid a GREAT DEAL of money to fly on your airline, and I am not going to accept service of this low level.

Thank you,

D.B.

Se D.B. vuole la sua storia su un blog, non posso certo esimermi dall'accontentarlo!

D. questo post e' il tuo primo regalo per oggi, il giorno che segna il terzo anno dal tuo arrivo nel Sultanato. Felice anniversario!

Al secondo regalo sto ancora lavorando e sara' il recapito del Mega Presidente Generale del Sindbad Club :)

Thursday, September 29, 2011

OMANITI

Una delle "Blog FAQ" (e mai termine fu più adatto di FAQ) è "Ma come sono gli omaniti?".

La risposta classica è "Dipende", che poi è la stessa risposta che dò più o meno a tutte le FAQ tipo "Come si vive in Oman?", "Quanto costa vivere in Oman?", "Faccio una cosa intelligente se mi trasferisco in Oman?".

Per aggiungere qualche elemento utile alla vostra conoscenza della popolazione locale, oggi vi presento due esemplari incontrati ieri sera in un locale della capitale.

Il primo rappresenta il rapporto confuso del giovane omanita con la tecnologia moderna. Fuori dal bar in pausa sigaretta, vediamo apparire nel parcheggio una specie di Toyota Echo costruita con materiali di risulta di varie marche e tonalità cromatiche. Parcheggio sportivo di fronte all'ingresso con musica dance a volume ridicolo, soliti occhi al cielo di noi raffinati Expat all'arrivo del supercafone. Poi però qualcosa attira l'attenzione collettiva.
"Oh, butei, quello si è installato un televisore LCD in macchina."
"Ma no!"
"Ma sì invece, guarda."
Seguono risate, corsa di gruppo verso l'auto, foto e conversazione.

















"Buonasera, osservavamo affascinati questa opera di altissima ingegneria, ma dicci, come minchia fai a guardare la TV che hai montato dietro il sedile? Segui MTV dallo specchietto retrovisore?"

"Ma no, dato che non posso guardare la TV sul retro, ho installato altri schermi in tutta la macchina. E anche una foto di Che Guevara."

Un solo commento WTF.

















Veniamo ora al secondo soggetto del nostro studio antropologico del mercoledì sera.
Omanita sui 25-30 cicciotto e pieno come un uovo in polo a righe bianco-beige. Nel complesso non un bel vedere.

Io, Emily e Chiara in una successiva pausa cicca (roba da smettere di fumare immediatamente).
Arriva il soggettone, punta Chiara e dice "Tu con me in tavolo VIP". Segue perplessità e un generico mormorio di risposta tipo "Sì, vabbè, più tardi, ciao". Bombolo non demorde, coinvolge tutte e tre, chiama un buttafuori e gesticolando in modo confuso ci indica farfugliano "Loro, VIP area, tavolo". Noi continuiamo a sviscerare un interessantissimo gossip ignorandolo e Ciccio si inquieta. Torna all'arembaggio chiedendo se parliamo francese (grazie a Emily per avermi indicata dicendo "Parla con lei") e millanta di aver studiato per 3 anni Scienze Politiche alla Sorbonne. Peccato che non sappia dire bene "Scienze Politiche" in francese. Io mi irrito. Emily si irrita. Lo allontaniamo. Ma lui torna, tutto scocciato, con la frase della settimana:

"This is not London"

che nel tono riassumeva una serie di interessanti concetti, soprattutto: "Guardate che questo passa il convento, non tiratevela tanto, anzi siate un po' contente che vi cago."

Ma vaffanculo.

P.S. Nel locale de quo credo servano alcool indiano che rende ciechi. Tre cocktails piccoli in 3 ore e oggi ho la corona di spine. E non sono la sola: Rossella ha appena scritto su FB che ha "la testa piena di vespe". Mai più. Se proprio ci torno, birra...

Saturday, September 24, 2011

INIZIO SETTIMANA

La settimana si preannuncia foriera di sciagure. Per cominciare con stile (residents only, gli altri forse si annoiano), vorrei cordialmente mandare affanculo tutti i sostenitori della Southern Expressway. Sono come gli estremisti della Apple ("Non capisci un cazzo, prenditi un Mac, non sai che ti perdi...") e quelli che si lamentano perchè non mangio pesce ("Non capisci un cazzo, mangia l'hammour, non sai che ti perdi..."). A ben pensarci conosco almeno una persona che mi opprime (notate l'eleganza del termine scelto), con il Mac, il pesce e la Southern Expressway contemporaneamente. Roba da cancellarlo da FB.

Comunque la storia è questa: devo portare Scatola a fare la revisione. Il concessionario aveva un ottimo sistema per prenotare i tagliandi online. Ovviamente si è rotto. Ovviamente non l'hanno mai rimesso in funzione. Ovviamente non rispondono al telefono. MAI.

Oggi decido di non poter procrastinare oltre e di recarmi di persona a Ghala a prenotare. Ero al Carrefour di Qurum, indecisa sull'itinerario da scegliere quando ho risentito nella testa la fastidiosa vocetta che ieri sera mi diceva "Non te la tirare, la Southern Expressway è comodissima, sei snob e scema a non usarla, e poi non ci sono gli autovelox e puoi andare a 200 km/h (il che non è esattamente vero: chiedetelo al butel in Lamborghini che passava di là ai 280 e si è trovato la foto dell'autovelox sul giornale)."

In fondo l'Expressway parte davanti al Carrefour, perchè no?

Ve lo dico io perchè no! L'Expressway sarà pure rapidissima ma l'uscita di Ghala è in culo all'universo, in fondo al più mostruoso ingorgo perenne che gli omaniti siano mai riusciti a produrre. Mai più, lo dico e lo ripeto, mai più. Due km e 40 minuti di bestemmie dopo, sono arrivata al concessionario.

"Salaam Alaikum"
"Alaikum Salaam etc." (sorvoliamo sui convenevoli)
"Devo portare Scatola per un major service. Posso venire martedì mattina?"
"Benissimo, allora ci vediamo martedì mattina. Buona serata"
Nessuno si muove. Nè il manager, credo, libanese nè l'omanita al bancone.
"Scusate, non volete i dati della macchina, il mio numero di telefono o qualunque altro tipo di info?"
"Ma no, figurati, vieni direttamente. Ci ricordiamo e, se per caso ti dicono che non c'è posto, digli che Tareq ti ha detto di venire. Sai, io sono Tareq, il manager. E parlo anche francese, tu parli francese?"

Non so se ve ne ricordate ma l'ultima volta che ho portato Scatola per un major service, gli stessi geniali figuri l'hanno persa. Perchè un Hummer H3, in effetti, è il tipo di oggettino che perdi di vista facilmente, e poi vatti a ricordare dove l'hai messo.

La vedo grigissima.

P.S. Dato che in Italia il clima si fa autunnale, inizio la serie 2011-2012 delle foto da invidia. Potete odiarmi per la gita in barca a Fahal Island di ieri.




AVVOCATI 2.0

Sono anni che mi sento dire che sono una stronza, che maltratto i praticanti, che ingiurio le segretarie, che sono generalmente un essere spregevole, insensibile e malvagio. Avevo quasi cominciato a crederci, poi giovedi scorso ho avuto una rivelazione: sono una dilettante.

Cena di compleanno al Chedi. Venti expats male assortiti nella "private dining room". Ratio avvocati-gente normale intorno al 50%. Leggermente meglio di Verona dove ci sono in media 3 avvocati su 4 ma comunque preoccupante. (Apro e chiudo parentesi: se volete degli champagnini di aperitivo, sappiate che sono prezzati a RO 13 per flute. Il conto non e' stato un bel momento. Ancora mi chiedo perche' Rossella ha pagato solo RO 2.6 per un Gin&Tonic. Al prezzo di uno champagnino, te ne compri 5 il che non ha alcun senso).

Inizio una conversazione in pausa cicca con H., avvocato inglese di stanza a Muscat da 6 mesi che, a mia totale insaputa, abita nel mio palazzo e al mio stesso piano. Una parola: Chapeau.

Lei non guida perche' a Londra non ha mai preso la patente. Semplicemente usa i praticanti.

"Praticante, vorrei dell'uva bianca senza semi. Parti per un tour dei supermercati di Muscat e non tornare finche' non la trovi".

"Praticante, oggi non vai a pranzo perche' voglio imparare a guidare quindi devi passare l'ora di pausa a insegnarmi a girare intorno al parcheggio dello studio. Naturalmente con la tua macchina."

"Praticante, domani vado in gita fuori porta. Non posseggo scarpe ginniche e sono molto impegnata quindi vai a comparmi un 36.5 in rosa di scarpa ginnica non Adidas. E mi raccomando lo scontrino, che se non mi vanno bene gliele riporti."

Lei non cucina e nemmeno possiede posate e pentolame (ad esclusione di un cucchiaio e una piccola padella) perche' va fuori a cena tutte le sere. Mi ha confessato che di recente ha provato per la prima volta in vita sua a farsi una frittata ma non ha potuto mangiarla perche' non sa "rompere bene le uova" e l'omelette era piena di pezzi di guscio.

Lei una volta a settimana va a fare la spesa. Con l'autista.

Lei e' la versione avanzata di me, o meglio, quel che temo di diventare se non mi deportano dal Sultanato in tempi brevissimi. Aiuto.



Non il peggiore dei posti dove incontrare la tua nemesi

Saturday, September 17, 2011

GOA? PERCHE' NO?

Sono esausta. Ieri sera mi sono riunita con C.e V. per programmare le vacanze di Eid Al Adha, la festa del sacrificio, che saranno (piu' o meno) durante la seconda settimana di novembre.

Idea originaria: Goa.

Idee intermedie: Kerala, Himalaya (a causa di un increscioso errore di spelling nel nome della destinazione), Madras, due localita' ignote della Malaysia, Bali, Beirut, Maldive, Zanzibar (sia con volo diretto che con arrivo a Dar Es Salaam e traversata in nave), Kilimangiaro e non so piu' che altro (ora posso sboronare perche' so i nomi delle capitali di almeno 6 stati indiani!)

Idea finale: Goa.

Al solito, per le feste di Eid gli aerei sono strapieni e costosissimi ma, in sole 3 ore di lavorio online, abbiamo trovato la soluzione "perfetta". Muscat-Mumbai con una misteriosa linea aerea low cost indiana, gita fino alla stazione centrale di Mumbai e poi treno. Dodici ore. Da farsi in diurna perche' V. dice che cosi ci godiamo il prestigioso panorama.

So gia' che finira' in tragedia.

Non so se per sfiga o per un segno del destino, quando abbiamo provato a prenotare 3 posti su IndiGo, la carta di credito di V. e' stata rifiutata e, attenzione, quando abbiamo provato a usare la mia e la banca mi ha chiesto il mio numero di conto per convalida, ho scoperto di aver perso il Bancomat. Forse non dobbiamo andare in India?

Nel frattempo le banche sono chiuse e io sono senza Bancomat e senza soldi. Ho perquisito casa invano. Ho ricostruito i miei movimenti degli ultimi giorni e ho due opzioni -

(a) martedi sera, dopo aver prelevato, ho chiesto il saldo e scoperto che l'ex studio mi ha (finalmente) pagato la liquidazione. L'entusiasmo potrebbe aver avuto il sopravvento e avermi fatto dimenticare la carta nell'ATM. Domani indaghero'.
(b) mercoledi' sera ho pagato la cena al Crown Plaza con la carta di credito ma ho un vaghissimo ricordo di aver visto nel portafogli anche il bancomat (il che porterebbe alla negazione di (a)). Non ci scommetterei 100 beizas ma potrei anche averlo dimenticato li'. Visto il livello della serata, potrei pure averlo usato per mescolare un cocktail e poi averlo abbandonato nel bicchiere vuoto.

Ansia.

P.S. per Dott. S.: quando mi hai detto che l'unico hotel degno di noi a Goa e' il Taj, io ti ho presa in parola. Bello e' bello ma, c@zzo, costa fino a US$ 1.062 a notte. Con quei soldi in India mi compro un paio di capanne, pollame assortito, due buoi, un aratro e una risaia e mi rifaccio una vita!


Tuesday, September 13, 2011

IL GARAGE

Esulo brevemente dall'argomento Opera House che sta monopolizzando la vita omanita (vedete anche Chiara e Rossella) per segnalare una cosa inquietante.

Facciamo un passo indietro alla mia prima discussione col demenziale/odioso management del palazzo dove vivo:

"No Madam, il posto auto nel parcheggio sotterraneo non è incluso nell'affitto (per altro usurario) degli appartamenti del nostro prestigiosissimo stabile. Sono millemila euro all'anno extra pagabili cash."

Ecco perche' Scatola non ha un posto auto e perche' io non scendo quasi mai nel parcheggio (se non le 3 volte all'anno in cui vado a insultare i deficienti della maintenance che, secondo me per sfuggire agli inquilini furiosi, si sono nascosti in un ufficio sotterraneo).

La settimana scorsa mi sono trovata a passare per il garage. Di notte. E ho visto questo.

Roba da film horror/infarto/incubi perenni/notti insonni. Secondo me di notte quei mostruosi peluche prendono vita e divorano gli operai indiani. Ho fatto una ricerca su Google e ne ho le prove. Se hanno fatto film come "Nathan el peluche asesino" e "Misery Bear: Dawn of the Ted", un motivo ci sarà.

Al di là dell'horror una domanda sorge spontanea: cosa ci fanno lì? Se qualcuno vuole dare un'occhiata (o rubarsene uno da portare a casa), vi porto a vederli.

Saturday, September 10, 2011

UNA SERATA ALL'OPERA (RIGOLETTO A MUSCAT, TEATRO REGIO DI PARMA IN TOURNEE')

Signore e signori,

per la nuova rubrica di recensioni operistiche, oggi parliamo di Rigoletto, opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di F.M. Piave rappresentata per la prima volta alla Fenice di Venezia nel 1851. Non temete, si conclude qui il tedioso sfoggio di wikipedica erudizione.

Il fine settimana scorso, il Teatro Regio di Parma ha avuto l'onere e l'onore di mostrare per la prima volta un'opera lirica agli omaniti in due serate di "soft-opening" su invito VIP. Io c'ero. E ora vi racconto il come e il perchè di un weekend diverso dal solito.

Della stagione operistica ho gia' parlato qui e aspetto ancora i biglietti per la Turandot. Quel che non mi aspettavo era che si riuscisse ad andare in 15 alla pre-prima su inviti. Chiara, a onor del vero, aveva gia' estorto un pacchetto di inviti (grazie!) ma il colpo gobbo l'abbiamo fatto la sera prima dello spettacolo. Andati in vaghezza al bar dell'hotel dove soggiornava tutta la troupe in trasferta, abbiamo mandato Cate a parlare con gli alti papaveri parmensi della triste faccenda che la comunita' italiota in Muscat non era stata invitata all'opera. Total win! Biglietti per tutti!

Profusi ringraziamenti ai nostri nuovi amici del coro (che ci hanno indicato, a patto di rimanere anonimi), il tavolo dove stavano cenando i potenti. Li eleggo italiani in visita più simpatici del 2011.

Ma veniamo agli omaniti all'opera. L'organizzazione aveva richiesto una versione "casta" del Rigoletto, che penso sia l'opera più piena di zozzerie del mondo. Gente che beve, limona e pure peggio ogni 10 minuti. E lì ci sono stati i momenti magici. Al minimo accenno di sconcezza, gli omaniti, iniziavano a rumoreggiare in preda al panico "Walla?", "Walla?" si ripetevano a vicenda in un crescendo di incredulità. Quando il Duca di Mantova ha iniziato a fornicare con la sorella del sicario, per un momento ho temuto disordini e tafferugli...

Pollice altissimo per lo spettacolo e tutti gli annessi e connessi. Interpreti, scenografie, costumi e, ultime ma non meno importanti, le pettinature delle cortigiane.

P.S. Solo in Oman: vai all'Opera e, un'ora dopo lo spettacolo, vedi il protagonista che gioca a biliardo al pub! Sono seguite abbondanti libagioni. Il tutto nel raggio di 200 m. da casa.

Wednesday, September 7, 2011

WORD? NON C'E' PROBLEMA

Ieri ho cambiato stanza in studio. E' finalmente tornato dalla sua tenuta in Vandea, l'Anziano Scozzese Cinico e, giustamente, mi ha cacciata dal suo ufficio che occupavo abusivamente da 3 settimane perchè troppo pigra per spostare i fascicoli nell'ufficio a me destinato. Ho quindi preso possesso ufficialmente della mia stanza e ho trovato:
  • due condizionatori fissi sui 16° il cui telecomando, per motivi misteriosi, è nascosto in un armadio del corridoio. Solo la segretaria più anziana (che probabilmente ha 35 anni ma non li porta niente niente bene e di cui non so il nome) sa dov'è e non me lo vuole lasciare.
  • una prestigiosa collezione di libri di giurisprudenza assortita rigorosamente in arabo.
  • una scrivania per nani (io non sono mica alta ma quello che ha scelto l'arredamento dev'essere David Gnomo amico mio...)
  • nessun tipo di cancelleria. Nemmeno una penna.
  • ultimo ma non meno importante un PC che a prima vista sembrava non avere nulla di male. Poi ho aperto un documento in Word e ho visto questo:



(inserire imprecazioni contro divinità assortite)

(e non chiedetemi perchè ho fatto una foto invece di salvare la schermata perchè mi pare abbastanza evidente)

L'unica nota positiva è che ho imparato come si scrive in arabo "salva con nome" e "stampa". Ma non ho intenzione di approfondire l'arabo per Windows: sabato entro in modalità "Questa è Sparta" e non ce n'è più per nessuno.

Nel frattempo penso al weekend che, dicunt, sarà funestato da indicibili sciagure. Come faccio a saperlo? A proposito della routine che ricomincia identica a sè stessa, oggi sono andata al primo pranzo stagionale degli avvocati alla Turkish House e Collega Americano ci ha letto i fondi di caffè. Al solito, la mia tazzina prevede disgrazie, catastrofi e miserie ma la novità è che dovrei anche acquisire a breve un nuovo animaletto da compagnia che potrebbe essere un panda o un koala (!!!). Collega Americano ne è convinto. E non abbiamo nemmeno bevuto...