Tuesday, January 8, 2008

GUIDA IN STATO D’EBBREZZA


Il limite e’ 0.2 e i controlli esistono. In caso di risultato positivo pare che ti mettano subito in prigione senza ritirare i 20 Rial passando dal via. Vi lascio immaginare il panico quando, la settimana scorsa, mi hanno fermata per la prima volta . Una di notte, di ritorno da una gita in barca durante la quale avevo bevuto un paio di drink (poca roba ma fai presto a fare 0.2…), percorro i classici 40 minuti di strada che sono necessari per arrivare ovunque e, a 500 metri da casa, trovo il posto di blocco con 4 truci e baffutissimi agenti della Royal Omani Police. Tre auto con relativi conducenti gia’ attendono, ferme sul lato della strada. Riesco con la lucidita’ che viene dalla disperazione a trangugiare d’un fiato mezza scatoletta di tic tac alla menta. [Interrompo il racconto per una breve digressione sui tic tac: li avevo in borsa perche’ qui costano pochi centesimi a confezione e sono cosi’ popolari che, a volte, te li danno come resto al supermercato. Dato che, non so perche’, la zecca omanita non produce abbastanza monete (che comunque, come gia’ scritto, non valgono un cazzo) e i negozi spesso non ne vengono riforniti, invece di inventare i mini-assegni come nell’Italia dei tempi che furono, ti riempiono di caramelle e cioccolatini. Sempre meglio delle schifose chewing alla cannella che ti da’ il supermercato Lulu’: dato che, secondo loro, hanno valore di moneta, ne ho collezionati 5 pacchetti e poi ho preteso di usarli per pagare una lattina di coca cola!] Vabbe’, torniamo nel pieno della narrazione: rinfrescato l’alito da vodka tonic, segue il solito dialogo in arabo, ampolloso e inutile, che ripeto centinaia di volte al giorno con chiunque e traduco per i non parlanti l’idioma: “salam alaikum”, “alaikum salam”,(ovviamente significa "pace te" e, in un elegante chiasmo, "a te pace") “come va?”, “grazie ad Allah” (nessuno ti dice mai come sta veramente ne’, sospetto, vuole veramente sapere come stai tu), “come va?”, “grazie ad Allah”. Tutta questa estenuante trafila sostituisce semplicemente il nostro piu’ agile “ciao”… A questo punto, mentre io sono in preda al terrore piu’ assoluto ma cerco di marcare bene, arriva la classica richiesta di patente e libretto. Consegno nell’ordine: passaporto svizzero, patente italiana, patente internazionale su cartoncino grigio compilato a mano da me medesima alla Genovesa e documenti omaniti della Yaris sovradimensionata che reputo essere libretto e assicurazione. Alla vista del variegato assortimento di carte, segue un primo momento di perplessita’ dell’agente Mahmoud che, esaminando i tre foglietti di carta velina di vari colori che costituiscono tutta la documentazione fornitami dall’autonoleggio, scopre che l’assicurazione risulta scaduta il 23 settembre (ricorderete che sono arrivata a Muscat il 27 ottobre…). Spiego con aria contrita che si tratta di un auto a noleggio e che, essendo il contrassegno dell’assicurazione una fotocopia sbiaditissima scritta TUTTA in arabo con font a dimensione “8”, non avevo modo di saperlo. Credo che la confusione scaturita da questa vicenda mi abbia salvata da uno sgradevole soggiorno nelle patrie galere omanite…I pulotti si sono riuniti in un capannello vociferante e, non sapendo bene come gestire la situazione, mi hanno semplicemente lasciata andare a casa. La morale dovrebbe essere “non guidero’ mai, mai, ma proprio mai piu’ dopo aver bevuto, neanche se si tratta solo di un mezzo bicchiere di vino” invece, come sempre accade in questi casi, la vera morale e’ un po’ diversa da come sarebbe giusto che fosse e la lezione che ho imparato e’ che “non passero’ mai piu’ per Al Inshairah Street dopo aver bevuto (anche solo un mezzo bicchiere di vino)”. Sfruttando la mia ormai notevole dimestichezza con il sistema viario locale, ho naturalmente gia’ provveduto ad escogitare un argutissimo percorso alternativo per tornare a casa. Scusate l’eccesso di congiuntivi e condizionali ma sento che sto disimparando l’italiano e ogni consecutio temporum azzeccata potrebbe essere l’ultima…

2 comments:

la mazza said...

Ti ricordo che anche da noi e' usanza resto con le Pip,le caramelle del fumatore e mente mai piu' riviste in vendita (non sono io che sono anziana....le danno ancora al super..oddio super...mercato di Cisano).
Cara Cing mi sei mancata al Saltinmente....bari incredibili,incapacita' di perdita,risposte inventate...piazza tiennàmen non e' un lontano ricordo..............
mah....!!!

anonimoveronese said...

Peccato aver perso l'opportunità a suo tempo di postare una lezioncina sulla consecutio temporum.
Cara Ale, il problema è che non ho tempo di leggere i tuoi spassosissimi racconti. Se può rincuorarti, il tuo italiano con tutti i suoi congiuntivi è e sarà sempre migliore del nostro.
Dovresti redigere un blog avente per tema il congiuntivo e preservarlo così dall'estinzione (ha! Ha! Battuta retroattiva).